Parte Guelfa plaude all’iniziativa su parchi e cultura

Parte Guelfa esulta per la prima edizione della “Settimana della natura”: sette giorni in cui si concentrano alcuni degli appuntamenti internazionali più rilevanti e simbolici che riguardano la conservazione della natura, e che il Ministero dell’Ambiente intende rilanciare, dalla valorizzazione dei beni culturali nei parchi alla tutela della biodiversità, dalla protezione delle api e delle tartarughe alla promozione del turismo sostenibile. Si comincia con la ‘Giornata internazionale dei musei’: un’opportunità per conoscere i numerosi beni culturali presenti nei nostri parchi attraverso il portale dedicato del Ministero e attraverso questo scoprire o riscoprire i beni architettonici e artistici, quelli archeologici, i musei, le biblioteche e gli altri importanti luoghi di cultura presenti.

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San Giovanni Paolo II e l’amore per l’ambiente

E’ cosa nota il rapporto di San Giovanni Paolo II e la Natura, l’Ambiente, il Creato. Nel celebrare il centenario dalla sua nascita, Parte Guelfa riporta alla luce le sequenze, viste più volte e ormai nell’immaginario collettivo, del Papa immerso nel verde. Il bastone come appoggio, il cappello bianco e quello sguardo perso nella contemplazione dell’Infinito. L’uomo Karol ha da sempre vissuto questa “simbiosi” con la Natura, da quando era semplice sacerdote in Polonia. Come Pontefice più volte ha espresso la sua attenzione all’argomento dell’Ambiente, e lo ha fatto in diverse occasioni. Ufficiali e non ufficiali. In questo excursus sui pontefici e la Natura – che stiamo compiendo da giorni – è interessante passare in rassegna le parole che il papa polacco ha avuto modo di riservare su questo argomento che grazie a Papa Francesco con la sua Enciclica Laudato Si’ sta sempre più interessando non solo l’opinione pubblica, ma tutta le classi dirigenti per poter prendere responsabilmente decisioni a favore di una miglior rapporto tra Uomo e Ambiente. La selezione non è stata facile, bisogna ammetterlo, visto il suo lungo pontificato.

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Parte Guelfa riparte con la salvaguardia ambientale

Fin dai primi momenti dell’emergenza Coronavirus, Parte Guelfa si è proposta presso le Istituzioni come organizzazione di volontariato per offrire il proprio contributo. Durante la Fase 1, quando lo scenario non era ancora ben delineato, sono state coinvolte soltanto strutture ed associazioni preparate in assistenza prettamente sanitaria. Abbiamo accettato e condiviso questo tipo di approccio, ritenendolo giusto, per non intralciare le operazioni di soccorso ed evitando rischi per la salute di tutti. Nella Fase 2 ci verrà data la possibilità di offrire il nostro contributo, in accordo con il Comune di Firenze e la Protezione Civile, presso i Parchi cittadini riaperti alla fruizione del pubblico in due forme differenti; potremo affiancare gli educatori comunali con attività di accompagnamento e orientamento alle famiglie con bambini e riprenderemo la consueta attività di monitoraggio del Parco delle Cascine partendo dalla nostra sede del Visarno.

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Parte Guelfa rende onore a Domenico Montagnaro

I Confratelli e le Consorelle dell’Arciconfraternita di Parte Guelfa rendono onore ed esprimono il loro grande cordoglio per la scomparsa di Domenico Montagnaro, Cavaliere Onorario di Parte Guelfa, e partecipano sentitamente e sinceramente al cordoglio dei suoi cari. Domenico era una persona dal cuore grande e dal grandissimo attaccamento ai colori e alle tradizioni della città di Firenze. Montagnaro era stato il primo capitano dei Bandierai degli Uffizi dal 1973 al 1979 e venne nominato Cavaliere Onorario di Parte Guelfa nel 2016. Ha servito fino all’ultimo la causa delle traizioni fiorentine rendendosi utile come attivista nella scorta al Corteo Storico della Repubblica Fiorentina. 

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FISE ottiene maggiore tutela del mondo equestre

La FISE, Federazione Italiana Sport Equestri, è intervenuta incisivamente, attraverso la dedizione dei propri vertici, durante l’emergenza Covid 19 a sostegno di cavalli e cavalieri apportando un valido contributo per la tutela del mondo equestre. Parte Guelfa è lieta di diffondere notizie utili, per tutti i cavalieri e a tutela dei cavalli, inoltrando l’ordinanza della regione Toscana che apporta, evidenziate, le parti riguardanti l’utilizzo degli equidi e l’accesso presso i centri ippici con particolare riferimento alle discipline paraolimpiche.

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Machiavelli, la patria e l’anima

Niccolò Machiavelli nasce a Firenze nel 1469 da un famiglia modesta e di buona cultura. Il padre era un uomo di legge, possessore di una biblioteca e autore de “I Ricordi Famigliari”. La madre invece era autrice di rime sacre. Machiavelli ebbe una buona educazione umanistica, ma non apprese il greco. Un documento importante per capire la sua formazione è il De Rerum Natura di Lucrezio che testimonia il suo interesse all’epicureismo. Difatti il suo indirizzo è laico. Nel 1498 concorse alla segreteria della seconda cancelleria del Comune, ma non ottenne il posto finché non morì il candidato del partito savonaroliano che lo aveva superato in graduatoria. In seguito divenne segretario della magistratura dei “Dieci di libertà e pace”.

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La Cavalleria di Napoleone

La cavalleria napoleonica si distingueva in cavalleria leggera, cavalleria di linea e cavalleria pesante. Ai tempi dell’Ancien Régime la cavalleria era costituita da piccoli reparti aggregati alle divisioni di fanteria. Napoleone decise di crearne di nuovi in maniera tale che potessero agire autonomamente, costituendoli in divisioni e pertanto li distaccò quasi tutti per decreto aggregandoli a quelle di fanteria per costituire divisioni esclusivamente di cavalleria. Fu quindi abbandonato il principio delle divisioni pluriarma e le Divisioni furono affidate al comando di Gioacchino Murat. Già nel 1806 esse costituivano ben due corpi d’armata e, all’inizio della Campagna di Russia, la cavalleria era strutturata su quattro corpi d’armata con il 1º comandato da Nansouty, il 2º da Montbrun, il 3° da Grouchy e il 4° da Latour-Maubourg.

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Quando ruggisce il Marzocco

Esiste una sacra e antica istituzione che sola può vantare l’alta dignità di aver liberato l’Italia dal giogo imperiale nel XIII secolo donando, ben prima di ogni sussulto risorgimentale, vere indipendenza e libertà ai comuni italiani. Questo baluardo di libertà porta il nome di Parte Guelfa ed è un sodalizio cavalleresco che ha avuto origine istituzionale a Firenze, capitale della Lega Guelfa, nel lontano 1266, come magistratura dotata di blasone papale e di sigilli, meritato privilegio quest’ultimo che l’ha resa unica fons honorum accanto alla Signoria. Nata dal vittorioso eroismo dei cavalieri guelfi che combatterono a fianco di Carlo d’Angiò a Benevento il 26 Febbraio del 1266 contribuendo in maniera decisiva a sconfiggere Manfredi di Svevia, figlio ed erede dell’imperatore Federico II, ed a mettere gli Angiò, garanti dell’autonomia di gran parte dei comuni italiani, sul trono di Napoli.

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Parte Guelfa partecipa al cordoglio dell’Ordine di Malta

Il Consiglio di Credenza della magnifica Arciconfraternita di Parte Guelfa esprime profondo e sincero cordoglio al Sovrano Militare Ordine di Malta per la scomparsa di Sua Altezza Eminentissima il Principe e 80° Gran Maestro Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto a nome di tutti i Confratelli e le Consorelle di Parte Guelfa rendendo omaggio alle qualità morali e spirituali del Capo Supremo dell’Ordine ed alla sua rettitudine e fedeltà ai principi ispiratori, che confermano un percorso di dedizione alle molteplici attività mediche, sociali ed assistenziali che i cavalieri melitensi svolgono con perseveranza in oltre 120 stati. La famiglia guelfa partecipa al dolore della famiglia melitense e inviando le più sincere condoglianze.

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San Lucchese condottiero di Parte Guelfa

Lucchese, detto anche Lucesio, Lucio o Lucchesio, nacque a Gaggiano, piccolo borgo sulla strada che da Poggibonsi porta a Castellina in Chianti, intorno al 1180 ed è il Santo Patrono della città di Poggibonsi. Venerato come beato dalla Chiesa cattolica, fu il primo terziario francescano dopo aver tentato in giovane età la carriera delle armi. A capo di un manipolo di armati di Parte Guelfa, si impegnò in prima persona nelle lotte che agitavano la Toscana, fino a quando in seguito a una sconfitta si vide costretto a fuggire e cercare rifugio altrove. Trasferitosi a Poggibonsi, che in quel periodo con il nome di Poggiobonizio stava godendo di una sorta di “boom economico” medievale, e abbandonata la carriera militare finì col prendere in moglie la nobile Bona, figlia di Bencivenni de’ Segni, comunemente chiamata Buonadonna Segni e avviare una florida attività commerciale.

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Parte Guelfa timbro black

PARTE GUELFA
Cavalleria Repubblica Fiorentina

Palagio dei Capitani di Parte Guelfa
Piazza di Parte Guelfa 1 - 50123 Firenze
Codice Fiscale 94247160487

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