Sempre più soggetto attrattivo per le proposte, i progetti ed i momenti di confronto a livello nazionale e internazionale sulle tematiche ambientali, l’Arciconfraternita di Parte Guelfa realizza nella città di Pistoia, capitale della Green Industry italiana, il FORUM NATURA 2026, un laboratorio culturale e scientifico dedicato a temi di protezione ambientale, oggi più che mai, indispensabili e non procrastinabili, come la transizione ecologica, il contrasto ai cambiamenti climatici, la cura del paesaggio e del verde urbano passando per la tutela del suolo, delle acque e della qualità dell’aria. Il convegno organizzato dall’Arciconfraternita di Parte Guelfa e dalla Diocesi di Pistoia si terrà nel giorno di Domenica 15 Marzo 2026 presso la bellissima e millenaria chiesa romanica di San Giovanni Fuorcivitas.
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Il prossimo Sabato 14 Marzo 2026 si terrà la quarta edizione della MARCIA PER L’AMBIENTE, il pellegrinaggio dedicato alla salvaguardia ambientale organizzato dalla Arciconfraternita di Parte Guelfa e dalla Diocesi di Pistoia in collaborazione col Comune di Serravalle Pistoiese e col Comune di Pistoia. I pellegrini partiranno dalla Cappella di San Lodovico a Serravalle, sede ecclesiastica della Compagnia di San Lodovico d’Angiò e della Parte Guelfa, e raggiungeranno l’abbagliante chiesa romanica di San Giovanni Fuorcivitas a Pistoia, ove, dalla mattina successiva di Domenica 15 Marzo, avranno inizio i lavori del convegno internazionale Forum Natura 2026.
Dall’Archivio di Stato di Firenze emerge un nuovo prezioso documento. A trovarlo è stato Domenico Savini, storico e celebre genealogista, che ha trovato tra l’altro diversi documenti che riguardano Bice Portinari, la Beatrice di Dante. Questa volta invece la scoperta riguarda un terribile nemico del Sommo Poeta: Corso Donati, detto “il gran barone”, importantissimo esponente dei guelfi neri, personaggio quanto mai divisivo, rissoso e violento, fu condannato a morte in contumacia e ad avere distrutte le sue case. Ma divenuto strumento delle mire di Bonifacio VIII sulla Toscana, rientrò in Firenze nel novembre 1301 e si prese le sue vendette quando la parte Bianca – la “parte selvaggia” come la chiamò Dante – fu totalmente rovesciata a mandata in esilio; nel gennaio del 1302, come è noto, anche il Sommo Poeta fu colpito da quella pena e non rientrò mai più in Firenze.
Il sanguinoso scontro combattuto nell’anno 1266 tra i guelfi di Carlo I d’Angiò e i ghibellini di Manfredi di Sicilia nella battaglia di Benevento cambiò per sempre la storia d’Italia e d’Europa. La morte di Federico II, l’imperatore svevo che aveva attraversato l’Italia in lungo e in largo guerreggiando con il Papato, lasciò un vuoto incolmabile nel suo regno: quello di Sicilia. L’allora Regno di Sicilia comprendeva l’isola omonima e gran parte del sud Italia: un territorio ambito e conteso, che la Chiesa di papa Clemente IV aveva intenzione di strappare dalle mani degli Hohenstaufen una volta per tutte, piantando il seme della discordia che avrebbe dato origine alla grande battaglia di Benevento, venerdì 26 febbraio dell’anno 1266. Non fu solo uno scontro di potere, ma un vero spartiacque del destino.
L’Arciconfraternita di Parte Guelfa in occasione della Festa delle Insegne che si terrà Sabato 28 Febbraio 2026 presso la Chiesa di San Carlo in via Calzaiuoli a Firenze, ha il piacere di invitare a partecipare i Confratelli e le Consorelle, gli amici e la cittadinanza tutta. Si tratterà di una giornata importante ed intensa che includerà la tradizionale parata cittadina, la distribuzione gratuita dei berlingozzi, la cerimonia della concessione delle insegne, le investiture onorarie, la presentazione delle principali attività del 2026, la presentazione del ritratto di Luciano Artusi realizzato da Albert Flury, la presentazione dell’inedito inno di Parte Guelfa, la Lectura Dantis a cura del professor Domenico Del Nero e ancora concerti di organo e di musica barocca a cura della Cappella Musicale di Parte Guelfa guidata da Giacomo Granchi.
Gli alberi a crescita rapida stanno prendendo il sopravvento su quelli autoctoni a crescita lenta, fondamentali per stabilizzare gli ecosistemi. Sebbene le foreste stiano crescendo più velocemente, stanno perdendo biodiversità, diventando meno resilienti e, di conseguenza, molto più vulnerabili. A lanciare l’allarme è stato oggi un team di ricerca internazionale che ha mostrato come le foreste stiano affrontando un profondo e silenzioso cambiamento: stanno diventando, infatti, sempre più uniformi, popolandosi di specie arboree a crescita rapida. Allo stesso tempo, gli alberi autoctoni, essenziali per sostenere la stabilità degli ecosistemi, sono invece in declino e a rischio estinzione. I dettagli sono stati pubblicati in un studio sulla rivista Nature Plants.
I sistemi di pascolo basati sulle praterie subiranno una grave contrazione con l’aumento delle temperature globali. Si considera che saranno dimezzate le aree per l’allevamento entro il 2100. I pascoli, che coprono il 54% delle terre emerse, sono in grave pericolo per il degradato causato dalla crisi climatica, dal sovrasfruttamento e dai cambiamenti d’uso del suolo. Questa crisi minaccia la sicurezza alimentare, la biodiversità e la sopravvivenza di miliardi di persone, causando la perdita di aree foraggere, carenza d’acqua in quota e danni economici agli allevatori. Un nuovo studio realizzato presso il Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) dimostra che i sistemi di pascolo basati sulle praterie subiranno una grave contrazione con l’aumento delle temperature globali.
Albert Edwin Flury nasce nel 1974 a Busto Arsizio, in provincia di Varese, da madre italiana e padre svizzero-inglese. Sin dalla più tenera età dimostra spiccate doti artistiche che lo portano ad acquisire, all’età di soli sei anni, uno speciale attestato di benemerenza rilasciato dal Presidente del Consiglio Regionale Sergio Marvelli in occasione del decimo anniversario dello Statuto della Regione Lombardia. Bambino autodidatta da diversi anni con tecniche che spaziano dall’acquerello alla tempera, l’artista decide a quattordici anni d’intraprendere gli studi liceali artistici da cui otterrà diploma d’arte nel 1992. Seguiranno i corsi d’indirizzo architettonico presso il Politecnico di Milano, attraverso i quali approfondirà lo studio della prospettiva e delle formule che la regolamentano. E’ a partire dagli anni novanta del Novecento che la produzione pittorica del giovane artista prende piede; entrato a far parte di un’associazione artistico-culturale di Milano, egli avrà modo di esporre inizialmente in mostre collettive le sue opere, ottenendo le prime committenze di ritratti, settore che incontrerà il favore di molti committenti negli anni a seguire.
In occasione dell’anniversario della fondazione della Guardia Svizzera Pontificia, Parte Guelfa rivolge il proprio più sentito e fraterno augurio a uno dei corpi militari più antichi e simbolici della storia europea e cristiana, con il quale è legata da un solido e significativo Patto di Fraternità. Il 22 gennaio 1506, con l’ingresso a Roma dei primi alabardieri al servizio di Papa Giulio II, prendeva forma una storia che oggi supera i cinque secoli di ininterrotta fedeltà al Successore di Pietro. Cinquecentoventi anni di presenza discreta ma costante, che rendono la Guardia Svizzera non soltanto un presidio di sicurezza, ma un autentico testimone vivente della continuità istituzionale e morale della Santa Sede.
Le preoccupazioni ambientali perdono importanza tra i rischi più gravi percepiti. Tali tendenze riguardo la percezione dei rischi ambientali, sia in termini relativi che assoluti, si verificano nonostante le valutazioni scientifiche sugli impatti futuri dei cambiamenti climatici dicano che dovremmo preoccuparcene sempre di più e non di meno. Le preoccupazioni ambientali sciviolano in basso nella classifica dei principali rischi percepiti per la prima volta da molti anni, soprattutto nel breve termine. Lo svela il Global Risks Report 2026, il rapporto evidenzia come sta cambiando la percezione dei rischi ambientali, la maggior parte di questi, infatti, è scesa in classifica nella lista dei rischi più gravi, guardando all’orizzonte temporale di due anni.
