Nel cuore di Firenze, nel maestoso Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, si è svolta la 42ª edizione della Cerimonia di Consegna degli Scudi di San Martino, un appuntamento che da oltre quarant’anni celebra il valore più alto dell’impegno civile: la solidarietà. Alla presenza di numerose autorità civili, militari e religiose, la cerimonia si è aperta con lo squillo delle chiarine della Famiglia del Gonfalone della Città di Firenze, in un’atmosfera di profondo raccoglimento e partecipazione. Insieme al presidente dell’Istituto Scudi di San Martino, Commendator Roberto Lupi, erano presenti tra gli altri il capogruppo PD ed ex presidente del Consiglio comunale Luca Milani e il vicepresidente vicario del Consiglio comunale Alessandro Draghi. Un momento di particolare rilievo è stato dedicato al simbolo stesso dell’Istituto: il calco originale con cui vengono forgiati gli Scudi d’Argento e di Bronzo, che nell’ultimo anno è stato custodito nel Principato di Monaco e che, grazie alla Signora Muriel Natali-Laure, Ambasciatrice della Solidarietà di Montecarlo, ha ricevuto la scorta d’nore dei Cavalieri di Parte Guelfa e consegnato a Frate Ruggero Valentini, presidente della Fondazione Nostra Signora del Buon Consiglio dell’Università Cattolica di Tirana.
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Pubblicato il primo studio sulla rappresentatività della più grande rete coordinata di aree protette al mondo, pilastro delle strategie europee per la biodiversità. Coordinato dall’Università di Bologna e dall’Università dell’Aquila, ha coinvolto 42 esperti di 17 Paesi, lo studio illustra come quasi il 90% della flora vascolare nativa dell’UE è presente almeno una volta all’interno dei siti Natura 2000: lo strumento chiave dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità istituito dalla Direttiva Habitat (92/43/CEE), nonché la più grande rete coordinata di aree protette al mondo. Un risultato che conferma il ruolo centrale della Rete nella protezione della biodiversità.
Green Deal, c’è l’accordo sul nuovo target Ue per il clima: emissioni giù del 90% entro il 2040. L’Italia la spunta sui crediti di carbonio. Nelle scorse ore, il ministro Pichetto Fratin ha guidato il fronte dei contrari. Fondamentale l’inserimento di una clausola di revisione biennale per convincere i governi più scettici. Dopo oltre 24 ore di negoziati, i ministri dell’Ambiente Ue hanno raggiunto un accordo a maggioranza qualificata sul target climatico per il 2040. Nella mattinata di martedì, i ventisette ministri dell’Ambiente Ue si sono riuniti nella capitale belga per discutere e approvare il nuovo target di riduzione delle emissioni. Mettere tutti d’accordo sembrava una missione impossibile.
Parte Guelfa ha avviato un percorso di sperimentazione e formazione dedicato all’utilizzo dei droni come strumenti di supporto alla tutela ambientale. Lo scorso 1 novembre 2025 ha avviato una fase esplorativa e dimostrativa, condotta da membri dello Squadrone Ricognitori, reparto del Reggimento San Francesco a questo scopo dedicato, in possesso di patentino A1/A3 e assicurazione personale, nel pieno rispetto della normativa ENAC per la categoria OPEN. Si è compiuto un passo verso la conoscenza delle tecnologie aeree. Alcuni volontari stanno approfondendo le potenzialità dei droni per le attività di osservazione e documentazione ambientale. Questa fase iniziale ha l’obiettivo di valutare le possibilità future di impiego responsabile e conforme alla legge, in collaborazione con enti competenti, prima di ogni eventuale passaggio a scenari operativi autorizzati.
L’anidride carbonica nell’atmosfera ha raggiunto nuovi picchi nel 2024. Il motivo dietro a questi dati sulla crescita record tra il 2023 e il 2024 dei livelli di anidride carbonica nell’atmosfera va ricercata soprattutto nelle emissioni causate dagli incendi boschivi e dalle distruzioni ambientali dovute ai conflitti bellici e dunque in un ridotto assorbimento di CO2 da parte degli ecosistemi terrestri e degli oceani. Parte Guelfa esprime grande preoccupazione per i livelli di anidride carbonica nell’atmosfera che sono aumentati vertiginosamente, toccando nuovi massimi nel 2024 e condannando così la Terra a un ulteriore aumento della temperatura nel lungo termine.
Considerato l’impegno plurisecolare di Parte Guelfa in favore della tutela del patrimonio naturale e le grandi sfide umane e ambientali che pone una guerra, presentiamo una presentazione di sintesi del rapporto Ucraina per riformulare la narrativa del clima, del degrado ambientale e dei conflitti. Il rapporto esamina l’interazione tra la guerra in corso in Ucraina, i cambiamenti climatici e il degrado ambientale, e il loro impatto collettivo sui bisogni umanitari. Delinea le risposte attuali e propone strategie per gli attori umanitari, i donatori e i responsabili politici per integrare le considerazioni climatiche e ambientali nei loro interventi in Ucraina. Negli ultimi 24 mesi, la guerra in corso in Ucraina ha portato a un aumento stimato di emissioni pari a 175 milioni di tonnellate di gas serra e a danni ambientali superiori a 57 miliardi di dollari, equivalenti alle emissioni combinate di cinque Stati fragili e colpiti da conflitti: Haiti, Siria, Burkina Faso, Yemen e Somalia.
Si è svolto ad Osaka, nel cuore del Giappone, un significativo incontro istituzionale che ha visto protagonisti i rappresentanti dell’Arciconfraternita per l’Asia orientale: il Luogotenente per il Giappone, Flavio Gori, e il Luogotenente per la Cina, Jonathan Huang insieme al Capitano Generale di Parte Guelfa Andrea Claudio Galluzzo. La riunione ha rappresentato un importante momento di confronto strategico volto a consolidare la presenza di Parte Guelfa nell’area Asia-Pacifico, regione cruciale per lo sviluppo delle attività di Parte Guelfa e per l’espansione dei propri programmi culturali, formativi e di salvaguardia ambientale. Durante l’incontro sono stati approfonditi i progetti già in corso sul territorio, con particolare attenzione alle iniziative di cooperazione internazionale e ai programmi educativi rivolti alla tutela dell’ambiente, alla promozione dei valori identitari di Parte Guelfa e alla diffusione del suo patrimonio storico e spirituale. Inoltre, sono state delineate le prossime linee operative che vedranno Parte Guelfa impegnata nel promuovere collaborazioni con istituzioni locali, università e realtà civili e culturali giapponesi e cinesi.
In una giornata densa di significati storici e spirituali, nel giorno di Sabato 25 Ottobre 2025 una numerosa delegazione di Cavalieri e Dame della Arciconfraternita di Parte Guelfa si è recata in pellegrinaggio a Roma in occasione del Giubileo della Speranza 2025. Questo evento riveste un’importanza capitale per l’Arciconfraternita: sebbene le sue radici storiche affondino nella Firenze medievale, l’Arciconfraternita conta oggi oltre mille Confratelli e Consorelle sparsi in oltre cinquanta paesi del mondo. Si tratta, infatti, del primo Anno Santo celebrato ufficialmente da Parte Guelfa nella sua era moderna. A testimonianza di questa vocazione universale, a Roma erano presenti delegazioni provenienti non solo da Toscana, Umbria, Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia, ma anche da realtà lontane come gli Emirati Arabi Uniti e il Marocco, unite in un ponte simbolico che collega la gloriosa storia dell’istituzione al suo impegno presente, nel solco della tradizione cristiana, della fratellanza e della propria missione di salvaguardia del Bene comune.
Nel cuore di Roma, sotto l’arco di Costantino e all’ombra del Colosseo, Papa Leone XIV ha concluso l’evento internazionale “Osare la Pace”, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio alla presenza dei leader religiosi di tutto il mondo. In un clima di preghiera e meditazione, il Pontefice ha rivolto un forte appello all’unità spirituale e al rifiuto di ogni violenza: “Chi non prega abusa della religione, persino per uccidere. Guai a chi trascina Dio nelle guerre: Dio chiederà conto a chi non ha cercato la pace o ha fomentato conflitti”. Davanti a una folla silenziosa e commossa, Leone XIV ha condannato ogni retorica bellica: “Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, distruzioni ed esuli. Mai la guerra è santa, solo la pace è santa, perché voluta da Dio”. Il Papa ha poi invitato a “far tramontare questa stagione della storia segnata dalla violenza” ed a inaugurare “una storia nuova di riconciliazione”. “Basta! È il grido dei poveri e della terra. Signore, ascolta il nostro grido”.
Nella Cappella Sistina la liturgia ecumenica con Leone XIV e Carlo III con al centro la tutela del Creato, terreno d’incontro oltre le divisioni dello scisma. A San Paolo fuori le Mura lo scranno che sarà riservato sempre al sovrano inglese: “Ut unum sint”. Il richiamo del Vangelo all’unità è impresso sotto lo stemma reale della Gran Bretagna. E compare nello scranno che da una manciata di ore è riservato al sovrano del Regno Unito nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma. Sedia che è un omaggio a re Carlo III, il primo che l’ha utilizzata questo pomeriggio. Ed è il lascito “tattile” di una visita storica: quella in cui un Papa e un monarca inglese regnante tornano a pregare insieme l’uno accanto all’altro dopo cinquecento anni. Come è accaduto al mattino nella Cappella Sistina davanti agli affreschi del Giudizio universale di Michelangelo. Il successore di Pietro che guida la Chiesa cattolica; e il sovrano che è “supremo governatore” della Chiesa d’Inghilterra: quella che tutti chiamano Chiesa anglicana e che è “figlia” dello scisma di Enrico VIII con Roma.


