Care Consorelle, cari Confratelli, cari amici e sostenitori di Parte Guelfa, nel tempo sospeso e luminoso del Santo Natale, l’Arciconfraternita di Parte Guelfa desidera rivolgere a tutti Voi i più sentiti auguri di pace, prosperità e rinnovata speranza, estendendoli al Nuovo Anno che si appresta ad iniziare. Il Natale ci richiama ai valori più profondi della nostra tradizione: responsabilità, custodia, solidarietà e visione. Valori che, da secoli, ispirano l’azione di Parte Guelfa e che oggi trovano piena espressione nella nostra missione principale di tutela e protezione dell’ambiente, inteso come patrimonio universale da rispettare, preservare e tramandare alle future generazioni.
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Gli auguri del Welfenbund a Parte Guelfa rappresentano un messaggio di amicizia e continuità che unisce il guelfismo d’Europa. In occasione delle festività natalizie, l’Arciconfraternita di Parte Guelfa ha ricevuto un sentito e caloroso messaggio di auguri da parte del Welfenbund von 1952, la Lega Guelfa di Germania, storica associazione guelfa con sede a Meinersen di Hannover in Bassa Sassonia. La signora Renate Heuer, presidente del Welfenbund, ha espresso il desiderio di rivolgere a tutti i membri di Parte Guelfa i più sinceri auguri per un Natale felice, sereno e benedetto, sottolineando lo spirito di fratellanza che da sempre lega le realtà guelfe europee, unite da una comune eredità storica, culturale e valoriale.
Il giorno 21 dicembre 2025, la Badia Fiorentina, antico cuore spirituale della città, ha accolto una solenne cerimonia religiosa commemorativa in suffragio del Marchese Ugo di Toscana, nel 1026° anniversario della sua morte. La celebrazione è stata officiata dal Priore della Badia, padre Carlo Turri Zanoni, che ha guidato la comunità e gli ospiti nel rito. L’austerità della chiesa è stata onorata dall’ingresso del Gonfalone della Città di Firenze, presentato dalla famiglia del gonfalone. Questo simbolo dell’autorità comunale, accanto alla tomba del marchese, ha rappresentato fisicamente il legame secolare che unisce l’atto fondativo di Ugo alla Firenze odierna.
Uno studio spiega che, nella fase di “picco”, perderemo tra 2 e 4mila ghiacciai all’anno. Quelli delle Alpi tra i primi a scomparire. I ghiacciai sono vicini a un “picco di estinzione”. A spiegarlo è un nuovo studio pubblicato lunedì 15 dicembre 2025. dalla rivista scientifica Nature Climate Change, secondo il quale, in funzione dei differenti scenari di aumento della temperatura media globale, perderemo nel prossimo futuro un numero compreso tra 2 e 4 mila ghiacciai ogni anno. Ciò su un totale di circa 200mila corpi glaciali presenti ad oggi in tutto il mondo. L’analisi indica che il ritmo risulterà più marcato nel periodo che andrà tra il 2041 e il 2055. Di qui il concetto di “picco” introdotto dagli autori della ricerca, attraverso la quale si lancia un nuovo campanello d’allarme per quelli che sono ormai considerati dei simboli della crisi climatica.
Ha preso il via lo scorso 17 dicembre il programma itinerante di divulgazione scientifica in sei tappe del National Biodiversity Future Center (NBFC). Sei tappe, sei Regioni, sei scrigni che contengono alcune delle più preziose ricchezze biologiche a livello nazionale. È “Il Paese della Biodiversità”, il nuovo programma di divulgazione approdato sulla RAI che, dal 17 dicembre 2025 al 1° gennaio 2026, accompagnerà gli spettatori in un viaggio alla scoperta degli ecosistemi naturali e della loro diversità biologica, attraversando parchi naturali, coste e montagne e persino luoghi inaspettati, quelli meno noti come i presidi urbani di conservazione delle specie a rischio.
C’è chi da bambino sogna di fare l’astronauta. Chi di diventare dottore o poliziotto. Io, invece, da piccolo sognavo di essere un cavaliere. Un desiderio forse insolito per uno della mia generazione, cresciuta nel pieno del boom economico, ma assolutamente naturale per me, bambino un po’ fuori dalle righe e con la testa colma di storie. Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda, I tre Moschettieri e Ivanhoe a quei tempi erano i miei compagni d’avventura: porte aperte su un mondo meraviglioso dove il coraggio contava più della forza e la lealtà era un valore non negoziabile.
In questo periodo di Avvento Natalizio, l’Arciconfraternita di Parte Guelfa ha contribuito a un’iniziativa di tradizione natalizia promossa in collaborazione con la Pro Loco di San Casciano in Val di Pesa, finalizzata alla diffusione di principi di educazione ambientale, con particolare attenzione alle giovani generazioni. L’attività, organizzata dal Console Vicario di Parte Guelfa, Alberto Bellini, si è svolta la scorsa Domenica 14 Dicembre 2025 nel centro storico del paese e ha visto il coinvolgimento diretto dei confratelli dell’Arciconfraternita in un percorso didattico pensato per le famiglie e per i bambini, inserito nel contesto delle iniziative natalizie del territorio.
L’inquinamento da plastica è diventato uno dei problemi ambientali più urgenti del nostro tempo, sia per la sua gravità sia perché, per troppo tempo, è stato ignorato. Negli ultimi decenni la produzione e il consumo di oggetti in plastica sono cresciuti in modo esponenziale, generando fenomeni di contaminazione sulla terraferma e in mare, soprattutto in molti paesi dell’Asia e dell’Africa dove i sistemi di raccolta dei rifiuti sono inefficienti o inesistenti. Da oltre un secolo l’uomo ha acquisito la capacità di produrre materie plastiche dalla lavorazione dei combustibili fossili.
Il cambiamento climatico intensifica la degradazione e quindi la frammentazione delle plastiche in micro e nanoplastiche attraverso il riscaldamento globale, l’aumento dell’umidità e l’intensificazione della radiazione UV. Inquinamento da plastica e cambiamento climatico sono collegati tra loro perché il riscaldamento globale amplifica l’effetto di questo tipo di inquinamento su suolo, oceani, atmosfera e biodiversità. Le conseguenze di tale interazione sono ancora troppo sottovalutate ma pericolse e persistenti. I cambiamenti climatici sono in grado di trasformare la plastica in un inquinante più mobile. Ciò avviene perchè il riscaldamento del clima facilita la degradazione della plastica in microplastiche e particelle ancora più piccole, rendendone possibile la dispersione anche a distanze considerevoli.
Quando un luogo ferito dalla tragedia trova la forza di rinascere, non è solo urbanistica: è una scelta morale. A Calenzano al posto del petrolio splenderà il sole: perché questo piccolo comune in provincia di Firenze può diventare un simbolo di riconversione nazionale. Alle porte di Firenze, l’area dell’ex deposito ENI, teatro della terribile esplosione del 9 dicembre 2024, con cinque vittime, decine di feriti e un intero territorio sconvolto, non verrà riaperta come infrastruttura fossile. Al suo posto nascerà una grande centrale fotovoltaica da 20 MWP, capace di coprire il fabbisogno elettrico di circa 10.000 famiglie, più di quelle residenti nel Comune. Per Parte Guelfa, impegnata nella tutela del creato, questa notizia ha un valore che va oltre la tecnica: è un segnale etico, civile e simbolico che merita di essere riconosciuto, raccontato e imitato.
