Autore: yns

Contatti

Sede istituzionale: Palagio di Parte Guelfa – Piazza di Parte Guelfa 1 – 50123 Firenze
Sede didattica centrale: Palazzo Rosselli del Turco – Borgo Santi Apostoli 19 – 50123 Firenze
Sede didattica multimediale: ZoWorking – Via Bruschi 128 – 50019 Sesto Fiorentino (FI)
Sede operativa: Scuderie di Parte Guelfa – Viale del Visarno 10/G – 50127 Firenze

Adesione alla Parte Guelfa

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Aderire all’Arciconfraternita Parte Guelfa significa essere accolto fraternamente da una comunità coesa di Confratelli e Consorelle, ma anche attenersi alle condizioni richieste per l’ammissione degli Aspiranti Cavalieri e Dame di Parte Guelfa, ovvero agli impegni richiesti a tutti gli appartenenti. Chiedere di far parte della nostra Arciconfraternita rappresenta una scelta precisa di militanza attiva, la quale contempla l’impegno finalizzato alla propria crescita spirituale ed alla testimonianza di vita cristiana, alla tutela dell’ambiente ed alla valorizzazione delle tradizioni fiorentine. La fedeltà al Pontefice Massimo, dal quale storicamente dipende in maniera diretta la nascita della Parte Guelfa, obbliga tutti i membri ad un impegno permanente nelle attività della Parte Guelfa. Diventare Cavaliere o Dama di Parte Guelfa non rappresenta un onore ma un servizio. Questa importante scelta viene formalizzata con un giuramento fatto al momento dell’investitura, con il quale si assume per tutta la vita un impegno di partecipazione attiva, di carità e di obbedienza alle regole della Parte Guelfa. La mancata ottemperanza all’impegno assunto implica la revoca dell’appartenenza secondo l’insindacabile giudizio del Consiglio di Credenza, nonché dell’uso del titolo e delle insegne conferite all’atto dell’investitura.

Con questa premessa, oltre ai requisiti di base per l’ammissione che richiedono l’attestazione di una profonda e convinta fede cristiana, di una esemplare condotta di vita, di vera moralità, di dimostrata predisposizione alla carità e di vero interesse verso il Creato e Firenze, vi sono altri elementi di valutazione che devono essere presi in considerazione per verificare l’effettiva possibilità del candidato di ottemperare agli impegni che l’appartenenza alla Parte Guelfa richiede. La presentazione della richiesta di ammissione prevede colloqui conoscitivi ed informativi con i Capitani ed altri incaricati ed una frequentazione preparatoria e di verifica, per approfondire la reciproca conoscenza, in un periodo non inferiore ai due mesi. Dopo tale tempo, la richiesta di ammissione, corredata da tutti i documenti richiesti, viene sottoposta alla competenza del Consiglio di Credenza al cui insindacabile giudizio spetta la decisione di concedere l’ammissione. 

 

Per richiedere l’ammissione nella Parte Guelfa scrivere a :

Responsabile adesioni ” adesioni@parteguelfa.it  

 allegando la modulistica che segue:


MODULISTICA

La domanda di adesione deve essere compilata in ogni sua parte e sottoscritta. Per svolgere le attività ludico-sportive è altresì necessario presentare un certificato medico di idoneità all’attività sportiva non agonistica.

Parte Guelfa – Domanda di adesione

La Parte Guelfa costituisce anche il gruppo Cavalleria Fiorentina del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, alle dipendenze dell’Ufficio Feste e Tradizioni Popolari del Comune di Firenze. Riportiamo quindi anche la relativa domanda di tesseramento. Sono esonerati dal compilare detta domanda coloro che sono già iscritti in altri gruppi del Corteo Storico o chiunque abbia già compiuto il 70° anno di età.

Corteo Storico Repubblica Fiorentina – Domanda di tesseramento

 

 

 

 

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Formazione Culturale

Dante liber

 

 

FORMAZIONE CULTURALE

 

Per aderire pienamente all’Arciconfraternita è necessario ricevere l’investitura a Cavaliere o Dama di Parte Guelfa, dopo specifico percorso formativo culturale, etico e religioso disposto dal Consiglio di Credenza col contributo dell’Arcidiocesi di Firenze e del Consiglio Feste e Tradizioni Fiorentine. Divengono membri della Parte Guelfa coloro la cui domanda di ammissione sia definitivamente accettata con voto unanime dal Capitani di Parte Guelfa ed è necessario che ciascun aspirante sia presentato da due padrini. I requisiti per appartenere alla Parte Guelfa sono: praticare vita cristiana, aver compiuto il diciottesimo anno di età, essere moralmente incensurato e tenere un comportamento corretto ed educato, non far parte di associazioni o movimenti in contrasto con la morale cristiana ed aver corrisposto le tasse di ammissione. Gli aderenti, una volta scelto il Quartiere di appartenenza, non potranno mai più cambiarlo. Solo il Consiglio di Credenza potrà determinare, in via eccezionale, modifiche di appartenenza dei membri. Ad ogni singolo aderente sono richiesti, per il ruolo che riveste ed in quanto rappresentante della città di Firenze e della Parte Guelfa, comportamenti ed atteggiamenti seri ed adeguati. Qualora ciò non si verificasse lo stesso sarà soggetto a sanzioni da parte del Consiglio di Credenza come previsto dal presente statuto. La Parte Guelfa partecipa al suffragio, alle esequie ed alla sepoltura dei propri membri. Le attività di volontariato sono prestate a titolo personale, spontaneo e gratuito.

 

 

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Sedi

Parte Guelfa sigillo


SEDI

 

Palagio di Parte Guelfa 4

PALAGIO DI PARTE GUELFA

L’Arciconfraternita ha sede istituzionale presso il Palagio di Parte Guelfa in Piazza di Parte Guelfa 1 a Firenze ed opera nell’ambito territoriale dell’Arcidiocesi di Firenze con potestà di istituire Confraternite in ogni Diocesi della Chiesa Cattolica. Il Palagio dei Capitani di Parte Guelfa è un vasto complesso monumentale il cui nucleo storico è situato nel cuore di Firenze e fu sede del quartier generale dell’Ordine di Parte Guelfa, ovvero del partito papale di Firenze. Ogni anno vi si svolgono le Investiture Solenni e la Festa delle Insegne di Parte Guelfa.

 

 

Palazzo Borgherini Rosselli del Turco firenze

PALAZZO BORGHERINI ROSSELLI DEL TURCO

L’Arciconfraternita ha sede didattica centrale presso il Palazzo Borgherini Rosselli del Turco in Borgo Santi Apostoli 19 a Firenze, sede della European School of Economics, edificio storico commissionato nel 1507 dalla famiglia Borgherini a Baccio d’Agnolo su terreni acquistati dagli Altoviti e sull’ultima porzione esistente del cimitero del Limbo. Il Palazzo, completato nel 1530, è costruito a ridosso dell’antica chiesa di Santi Apostoli. Oltre ai corsi formativi annuali, la Parte Guelfa vi realizza le Adunanze Generali.

 

 


ZOWORKING

L’Arciconfraternita ha sede didattica multimediale presso ZoWorking in via Bruschi 128 a Sesto Fiorentino, modernissimo centro polifunzionale concepito e realizzato da Plast Pack Packaging, azienda della famiglia Caselli, leader nel settore della logistica, del packaging e dell’e-commerce. Si tratta di un complesso innovativo a livello tecnologico che, oltre alle postazioni di lavoro, include sale riunioni, spazi per eventi, sfilate e convention, showroom, aree per la formazione, un bar ristorante e due reception.

 

 

 

Visarno

SCUDERIE DI PARTE GUELFA

L’Arciconfraternita ha sede operativa pressole Scuderie di Parte Guelfa all’Ippodromo del Visarno gestito dal concessionario Sanfelice della famiglia Meli. Il più grande impianto ippico fiorentino nacque nel 1847 a breve distanza dai prati del Quercione, dove si svolsero le prime gare equestri a Firenze ed ebbe la funzione di catalizzatore per la passione genuina dei toscani verso il cavallo e le corse. L’impianto ha attraversato poco meno di due secoli di storia, di guerre e di trasformazioni socio-culturali profonde. Firenze e la Toscana possono esser considerati un’autentica culla dell’ippica italiana.

 

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Formazione Marziale

 

Paolo-Uccello

 

FORMAZIONE MARZIALE

 

La formazione marziale dei Cavalieri della Repubblica Fiorentina è curata da gruppi interni detti Squadroni organizzati in base alle mansioni e alle specialità praticate dall’Arciconfraternita, la quale raccoglie l’antica eredità equestre della Parte Guelfa, la più gloriosa delle magistrature fiorentine. Ogni Squadrone di Parte Guelfa è coordinato da un capo gruppo detto Lancia Spezzata. Gli Squadroni si occupano di realizzare i corsi di addestramento per la formazione dei Cavalieri e delle Dame di Parte Guelfa che svolgono funzioni a cavallo o a terra.

 

 

 

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Storia della Parte Guelfa

Parte Guelfa primo cortile di Palazzo Vecchio

 
STORIA DELLA PARTE GUELFA

L’Ordo Partis Guelfae, ovvero l’Ordine dei Cavalieri di Parte Guelfa di Firenze, inizialmente denominato Societas Partis Ecclesiae, venne formalmente istituito grazie a Papa Clemente IV nel 1266 e, dopo l’interruzione seguita alla soppressione con motuproprio granducale di Pietro Leopoldo I di Toscana del 22 Giugno 1769, in virtù dell’antico possesso di stato giuridico in Firenze, con l’approvazione di Dario Nardella, Sindaco di Firenze, è stato ricostituito con Atto Pubblico il 25 Marzo 2015 e giuridicamente ristabilita come Arciconfraternita, ovvero associazione di volontariato di ispirazione cristiana, presso la storica sede di Palagio dei Capitani di Parte Guelfa in Piazza di Parte Guelfa a Firenze. Almeno sin dalla metà del Duecento – da quando cioè le fonti ne rendono possibile lo studio – le parti guelfa e ghibellina di Firenze appaiono come formazioni abbastanza aperte e permeabili tanto all’adesione di nuovi membri quanto all’abbandono degli antichi fautori. Dopo la caduta dell’ultimo regime ghibellino ed il definitivo passaggio del Comune al campo guelfo, avvenuto nel 1266, la fazione imperiale registrò, con ogni probabilità, un numero massiccio di defezioni, che la indebolirono progressivamente, trasformandola in una piccola comunità di fuoriusciti, senza alcuna chance di rivalsa e spesso proiettati verso interessi e terre lontani dalla città di origine. Nel 1280, tuttavia, gli accordi stipulati con i guelfi sotto l’egida della Chiesa e grazie alla mediazione del Cardinal Latino Malabranca consentirono il ritorno dall’esilio di molti ghibellini, dietro garanzia della cancellazione di bandi e condanne e del riconoscimento dei diritti politici, questi ultimi ratificati mediante l’instaurazione di un regime bipartitico. In effetti solo poche casate fedeli agli Imperatori – invero le più autorevoli e rappresentative – rifiutarono la pacificazione, preferendo vivere fuori dalla madrepatria e condurre una lotta senza speranza, anziché sottomettersi, mentre molte altre famiglie già loro alleate furono velocemente cooptate nel governo dei Priori delle Arti, espressione delle corporazioni bancarie mercantili e manifatturiere, che in breve tempo sostituì l’artificiosa ed effimera costruzione voluta dal Cardinal Latino. Il processo di assimilazione di guelfi e ghibellini in un nuovo ceto dirigente proseguì sino ai primi anni del Trecento, allorché la divisione del fronte guelfo tra bianchi e neri riportò in auge le antiche differenze. La vittoria dei neri, propugnatori di un guelfismo estremo, sui bianchi, maggiormente propensi all’intesa con i sostenitori dell’Impero, provocò la cacciata di questi ultimi ed il loro ulteriore avvicinamento ai ghibellini ribelli, cui fecero seguito violenze e devastazioni in molte zone del territorio fiorentino ed assalti contro castelli e centri fortificati. Sebbene il governo cittadino non corresse mai un vero pericolo di essere sovvertito, fuori dal circuito delle mura urbane la situazione rimase critica almeno sino al 1308, quando scomparvero gli ultimi esponenti radicali dei neri e la vita politica riacquistò una parvenza di normalità. Il progressivo sbandimento dei ghibellini ed il loro reintegro – seppur parziale – nelle attività pubbliche riprese dopo la fine dell’oltranzismo guelfo, ed anzi, paradossalmente, trasse nuovo impulso dalle crisi manifestatesi in occasione della discesa in Italia dell’Imperatore Arrigo VII di Lussemburgo e del tentativo egemonico di Castruccio Castracani Antelminelli da Lucca, rispettivamente negli anni Dieci e Venti del Trecento, allorché i rettori cittadini avvertirono la necessità di dividere il fronte degli avversari adottando un atteggiamento conciliante e varando un’amnistia generale, dalla quale furono esclusi soltanto gli oppositori irriducibili. La strategia ebbe successo, ed in un modesto lasso di tempo consentì il logoramento della parte estrinseca, di cui rimanevano sporadiche tracce ancora agli inizi degli anni Quaranta, ma che di fatto era venuta meno al termine degli anni Venti in concomitanza con la morte del Castracani e con la partenza del successore del defunto Arrigo VII, ovvero l’Imperatore Ludovico IV di Baviera. In sostanza è possibile affermare che a Firenze il dualismo tra guelfi e ghibellini, già decaduto alla fine del Duecento, venne superato in via definitiva nei primi decenni del secolo successivo, come indica altresì la scomparsa della Parte Ghibellina, le cui ultime attestazioni certe sono di poco posteriori alla pace del Cardinal Latino, e la parallela istituzionalizzazione della Parte Guelfa, esistente in forma autonoma sin dai tempi dell’esilio e formalmente riconosciuta dagli statuti del 1322. Occorre sottolineare come in tale contesto scomparvero le leggi specifiche disponenti l’esclusione dei ghibellini dalle magistrature cittadine, senza dubbio emanate sin dal 1266 e probabilmente cassate nel 1280, a seguito degli accordi sanciti dal legato pontificio, per lasciare il posto ad una congerie di norme che riservavano l’esercizio degli uffici pubblici ai soli guelfi, tra i quali, però, erano annoverati molti antichi seguaci della fazione imperiale, ormai del tutto redenti. Questo quadro di soluzione della dicotomia tra le parti e di assimilazione degli ex ghibellini nel ceto dirigente comunale, tuttavia, cambiò bruscamente nel corso degli anni Quaranta, per effetto di un mutamento drastico ed imprevisto dello scenario politico. Nel 1342, infatti, il regime di stampo oligarchico, che sin dal 1308 aveva retto la città, entrò in una crisi irreversibile, culminata con il ricorso ad una signoria temporanea affidata ad un principe angioino. La caduta di quest’ultimo, avvenuta nel 1343, determinò la nascita di un governo allargato, nel quale, accanto ai membri del patriziato cittadino – numericamente in minoranza – confluirono anche esponenti delle arti minori ed individui e famiglie di recente immigrazione, alterando in tal modo i tradizionali rapporti di forza e gli equilibri interni. Per un breve periodo, corrispondente al quinquennio 1343-1348, gli esecutivi rispecchiarono nella composizione e nella conduzione questo nuovo stato di cose, finché lo scoppio dell’epidemia di peste nel 1348 – la celeberrima Morte Nera – non causò la morte di molti dei novi homines recentemente abilitati alla guida del Comune, consentendo, o, meglio, favorendo, una ripresa degli oligarchi, da qualche anno in ombra, ed il loro reinserimento, in quantità cospicua, nelle borse da cui venivano tratti i nominativi dei magistrati cittadini. Gli esiti di questa riforma elettorale, dal carattere assolutamente straordinario, si manifestarono appieno nei tre decenni successivi, durante i quali si fronteggiarono due schieramenti abbastanza definiti negli intenti, anche se eterogenei nella composizione: l’uno favorevole al patriziato e ad una conduzione politica ristretta, nonché contrario alla partecipazione di immigrati recenti ed artefici minuti alla cosa pubblica, e perciò descritto come “oligarchico”, l’altro sostenitore di un ceto dirigente allargato e comprendente nuovi cittadini ed uomini immatricolati nelle corporazioni minori, e quindi  convenzionalmente definito “democratico”. Al quadro generale così delineato – invero già di per sé alquanto complesso – occorre altresì aggiungere le attività di due fazioni, guidate dalle famiglie degli Albizi e dei Ricci e formate dai loro alleati ed accoliti, le quali per il ventennio che va dagli anni Cinquanta agli anni Settanta supportarono rispettivamente il fronte oligarchico e quello democratico. Vari indizi, poi, dimostrano che, almeno dal 1347, gli oligarchi si erano stretti attorno alla Parte Guelfa, già in antiquo roccaforte dell’aristocrazia e dei magnati, prendendone di fatto il controllo ed imponendosi sui guelfi moderati, bendisposti verso il fronte democratico, e talvolta esponenti di quella posizione, per conferire nuovi poteri all’associazione e renderla quanto più possibile autonoma ed indipendente dal Comune. Tale indirizzo, perseguito con grande costanza per quasi trent’anni, ebbe come scopi principali il risanamento economico della Parte, il suo affrancamento dalla giurisdizione delle magistrature cittadine, e, soprattutto il ripristino delle leggi contro i ghibellini. Quest’ultimo obiettivo, ottenuto sin dalla fine degli anni Quaranta ed accompagnato dalla rinascita di un guelfismo intransigente, era stato pensato dagli oligarchi in funzione di una strategia esclusoria volta contro gli avversari democratici, i quali, accusati in modo più o meno strumentale di essere ghibellini, ovvero discendenti di fautori dell’Impero, potevano essere proscritti ed estromessi dalla politica attiva. Il revival del massimalismo guelfo ebbe successo sia grazie alle pressioni esercitate dai Capitani di Parte sugli esecutivi comunali quanto in virtù di una complessa crisi nelle relazioni fra stati, che vide l’emergere di un concreto pericolo per l’indipendenza di Firenze rappresentato dall’espansionismo dei Visconti di Milano, in passato vicari degli Imperatori. In effetti l’applicazione delle norme contro i ghibellini, demandata agli organi giudiziari del Comune, non ebbe grandi sviluppi, poiché i processi per ghibellinismo, avviati su denuncia sia di ufficiali della Parte Guelfa che di privati cittadini, ad essa legati o meno, furono pochi, oltre che concentrati nell’arco di un venticinquennio e, soprattutto, risolti per lo più con sentenze assolutorie. Giova ricordare come gli stessi uomini della societas guelforum fiorentina esitassero a farsi promotori di tali accuse nelle corti comunali, forse perché ben consapevoli dell’influenza in ambito giudiziario della Signoria, non sempre a loro favorevole, e come parimenti agissero anche i privati. Del resto l’analisi prosopografica degli imputati in questi procedimenti indica che solo un’esigua minoranza aveva avuto legami con l’antica pars Imperii, o con suoi sostenitori, e sempre mediante vincoli familiari vecchi di una o più generazioni, dimodoché è possibile affermare che la legislazione antighibellina era realmente un’arma politica degli oligarchici contro i democratici. La scarsità di risultati nell’offensiva giudiziaria rivolta contro questi ultimi convinse infine i partecipi ad introdurre una nuova pratica esclusoria, di maggior efficacia perché totalmente demandata all’arbitrio degli ufficiali guelfi: l’ammonizione. La nuova procedura poteva colpire tanto singoli individui quanto intere famiglie e consorterie, era basata su una valutazione insindacabile dei Capitani di Parte e di altri membri dell’associazione scelti ad hoc, ed aveva importanti riflessi in campo legale poiché rivestiva il valore di prova nei processi per ghibellinismo. Grazie alle ammonizioni, comminate per un ventennio a partire dal 1358, allorché vennero impiegate per la prima volta, centinaia di persone ed intere consorterie persero i diritti politici, venendo così eliminate dalla contesa per le cariche pubbliche, ed in svariate occasioni l’attività dei governi fu piegata al volere dei partefici, che non ebbero remore a minacciare apertamente la proscrizione dei membri di quegli esecutivi. Come è facile immaginare, gli aderenti allo schieramento democratico tentarono di limitare lo strapotere degli uomini della Parte e di arginare l’oltranzismo guelfo che gli oligarchici propugnavano, ma la tattica di aumentare il numero e di alterare la composizione degli uffici della societas guelforum, originariamente adottata su iniziativa dei Ricci, si dimostrò prima inutile, mercé l’attento controllo degli scrutini operata dagli avversari, ed infine inapplicabile, quando, agli inizi degli anni Settanta, l’associazione divenne completamente autonoma ed indipendente dal Comune. Soltanto l’avvio di una forma parallela di esclusione extragiudiziale, ovvero l’inserimento nel novero dei magnati – e la conseguente perdita della rappresentanza nei collegi degli esecutivi – di quei popolani che avessero assunto comportamenti sopraffattori e violenti, o che di simili crimini fossero stati denunciati e ritenuti colpevoli dalle autorità cittadine, valse a contrastare il diffondersi delle accuse di ghibellinismo e delle ammonizioni. È opportuno sottolineare come l’introduzione di tale provvedimento cadesse nel 1372, in uno dei momenti di massimo fulgore della Parte Guelfa, ma anche nell’anno che vide l’emarginazione dalle principali magistrature comunali dei vertici delle famiglie Albizi e Ricci, le quali, alleandosi, avevano posto fine alla lotta di fazione, determinato un pericoloso accentramento di potere, e lasciato privo di una guida riconosciuta i democratici. Nonostante la reazione di questi ultimi, la seconda metà del decennio registrò una recrudescenza di ammonizioni ed un acuirsi dello scontro con gli oligarchici raccolti attorno alla società dei guelfi fiorentini, finché, nel 1378, la tensione giunse al culmine, ed una Signoria di ispirazione democratica, vista l’impossibilità di giungere ad un’intesa con i partefici in materia di proscrizioni, decise un rafforzamento degli Ordinamenti di Giustizia e delle norme contro i magnati. Dinanzi alla prospettiva di essere definitivamente emarginati dalla vita politica i guelfi estremisti risposero con un colpo di mano, cosicché alcune centinaia di loro si riunirono armati presso il Palagio di Parte, ma infine desistettero da ogni iniziativa violenta e fuggirono dalla città. La defezione degli oligarchi segnò la fine del predominio della Parte Guelfa e delle attività esclusorie che attorno ad essa ruotavano, ma precedette di poco anche la caduta del regime, in auge sin dal 1343, rovesciato poche settimane dopo dal  tumulto dei ciompi.

 

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Parte Guelfa

Giubileo Guelfo

PARTE GUELFA

La Parte Guelfa di Firenze, istituita grazie a Papa Clemente IV nel 1266 e dopo l’interruzione seguita alla soppressione con motuproprio granducale del 22 Giugno 1769, in virtù dell’antico possesso di stato giuridico in Firenze, con la benedizione di Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e con il consenso di Sua Eccellenza Dario Nardella, Sindaco di Firenze, è stata ricostituita con Atto Pubblico del 25 marzo 2015 e giuridicamente ristabilita come Arciconfraternita, ovvero associazione di volontariato. Il 26 Luglio 2015, Festa di Sant’Anna, patrona delle Arti Fiorentine, riceve l’approvazione formale del Sindaco di Firenze.

Sindaco Firenze a Parte Guelfa

La Parte Guelfa, onorando l’incarico conferitole da Cosimo I de’ Medici nel XVI secolo, si adopera oggi per la protezione delle risorse naturali e paesaggistiche attraverso un vasto servizio di salvaguardia ambientale, si impegna nella protezione e nella valorizzazione delle risorse naturali e paesaggistiche, si adopera per la valorizzazione delle tradizioni popolari con speciale attenzione a quelle cristiane e si adopera per la custodia delle istituzioni ecclesiastiche. Parte Guelfa realizza attività di utilità ambientale, culturali, tradizionali, ludico-sportive, religiose e didattiche. Gli appartenenti sono denominati Confratelli e Consorelle e si obbligano alla testimonianza costante delle virtù cristiane di carità e fraternità nei comportamenti e nelle opere come contributo alla formazione delle coscienze secondo l’insegnamento del Vangelo e promuovono con autentico spirito ecumenico il dialogo e la collaborazione con le altre Chiese cristiane sotto la guida e l’assistenza della Chiesa Apostolica Romana. La Parte Guelfa non persegue scopi di lucro, né fini politici.

L’Ordo Partis Guelfae è costituito di Cavalieri e Dame in un solo grado gerarchico. Console di Parte Guelfa, Capitani di Parte Guelfa sono incarichi elettivi pro tempore come tutte le altre cariche oggetto di nomina del Consiglio di Credenza. I Cavalieri e le Dame sono creati dal Console di Parte Guelfa attraverso speciale cerimonia di investitura. Le ammissioni dei Cavalieri e delle Dame sono decretate dal Consiglio di Credenza con apposito diploma firmato dal Console e dai Capitani e munito del sigillo della Parte Guelfa. L’Arcivescovo di Firenze ha facoltà di concedere, a sua discrezione ed in casi particolari, Motu Proprio, ammissioni nella Parte Guelfa, informandone il Consiglio di Credenza. La domanda di ammissione deve essere fatta dall’interessato sempre per iscritto e rivolta al Consiglio di Credenza. Il confratello espulso o dimissionario perde ogni diritto acquisito, spirituale e materiale. Possono essere ammessi come confratelli onorari soltanto coloro che si siano resi grandemente benemeriti della Parte Guelfa.

I requisiti per appartenere alla Parte Guelfa sono: praticare vita cristiana, aver compiuto il diciottesimo anno di età, essere moralmente incensurato e tenere un comportamento corretto ed educato, non far parte di associazioni o movimenti in contrasto con la morale cristiana ed aver corrisposto le tasse di ammissione. Per aderire all’Arciconfraternita è tassativo ricevere l’investitura a Cavaliere o Dama di Parte Guelfa, dopo specifico percorso formativo culturale, etico e religioso disposto dal Consiglio di Credenza col contributo dell’Arcidiocesi di Firenze e del Consiglio Feste e Tradizioni Fiorentine. Divengono membri della Parte Guelfa coloro la cui domanda di ammissione sia definitivamente accettata con voto unanime dal Capitani di Parte Guelfa ed è necessario che ciascun aspirante sia presentato da due padrini. Gli aderenti, una volta scelto il Quartiere di appartenenza, non potranno mai più cambiarlo. Solo il Consiglio di  Credenza potrà determinare, in via eccezionale, modifiche di appartenenza dei membri. Ad ogni singolo aderente sono richiesti, per il ruolo che riveste ed in quanto rappresentante della città di Firenze e della Parte Guelfa, comportamenti ed atteggiamenti seri ed adeguati. Qualora ciò non si verificasse lo stesso sarà soggetto a sanzioni da parte del Consiglio di Credenza come previsto dal presente statuto. La Parte Guelfa partecipa al suffragio, alle esequie ed alla sepoltura dei propri membri. Le attività di volontariato sono prestate a titolo personale, spontaneo e gratuito.

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Missione

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MISSIONE

Onorando l’incarico conferitole da Cosimo I de’ Medici nel XVI secolo, Parte Guelfa si adopera oggi per la protezione delle risorse naturali e paesaggistiche attraverso un vasto servizio di salvaguardia ambientale, si adopera per la valorizzazione delle tradizioni popolari con speciale attenzione a quelle cristiane e si adopera per la custodia delle istituzioni ecclesiastiche. Parte Guelfa realizza attività culturali, tradizionali, ludico-sportive, religiose, didattiche e di utilità ambientale. La Parte Guelfa compie attività pastorali e di culto sotto la guida di un assistente ecclesiastico denominato Cappellano Maggiore e si impegna nella custodia e tutela dell’ambiente a partire dai parchi cittadini e, in particolare, dal Parco delle Cascine di Firenze, città nella quale ha avuto origine e dove si trova la propria sede operativa presso l’Ippodromo del Visarno. Parte Guelfa lavora per favorire e garantire la corretta applicazione delle disposizioni in materia di protezione dell’ambiente, della flora e della fauna e realizza, attraverso un servizio di vigilanza permanente, un’attività di vigilanza, mediante l’accertamento delle violazioni degli illeciti amministrativi, dei regolamenti e dei piani unici integrati delle aree naturali protette, nonché mediante la segnalazione di casi di degrado ambientale e delle relative cause alle autorità competenti. Parte Guelfa si impegna in attività formative volte all’educazione, partecipando a programmi di sensibilizzazione e informazione ambientale nelle scuole e promuovendo l’informazione sulle normative in materia ambientale. Parte Guelfa lavora per la valorizzazione delle aree verdi concorrendo con le istituzioni competenti alle attività di recupero e promozione del patrimonio e della cultura ambientale e si rende disponibile alla salvaguardia per fronteggiare fattispecie di emergenze ambientali. Sono inoltre attività proprie di Parte Guelfa: l’esecuzione di servizi d’onore durante udienze e ricevimenti dell’Arcidiocesi e la protezione, ove richiesta, dell’Arcivescovo durante manifestazioni o viaggi; la celebrazione di particolari atti di devozione in onore di San Ludovico d’Angiò, Patrono della Parte Guelfa; la formazione dei membri alla pratica e alla testimonianza di vita cristiana con pellegrinaggi e itinerari di fede e attraverso corsi di catechesi e momenti di preghiera comunitaria; il recupero, lo sviluppo e la promozione di tradizioni a carattere ludico-sportivo storicamente realizzate dalla Parte Guelfa, come la Giostra del Giglio, la Giostra di Madonna Libertà e la Fiorente; la valorizzazione, la custodia e la conservazione dei beni culturali e paesaggistici e delle tradizioni; la realizzazione di iniziative stabili o temporanee per la crescita umana e sociale dei membri; la cura della dignità del culto e l’animazione delle celebrazioni liturgiche; la solidarietà verso i bisognosi con opere di misericordia materiale e spirituale in una visione cristiana della vita e la stabile collaborazione con la Chiesa Cattolica per la realizzazione dei piani di azione pastorale delle comunità diocesane ed altre iniziative di apostolato. La devozione verso San Ludovico d’Angiò, Vescovo di Tolosa ed appartenente all’Ordine dei Frati Minori, si attua anche nel condurre una vita attenta al rispetto del Creato e delle Creature, in pienezza con lo spirito francescano che discende direttamente dall’operato di San Francesco d’Assisi, fondatore dei Frati Minori e Patrono d’Italia, il quale ha lasciato, nel Cantico delle Creature, un testo di grande sensibilità ambientale. Tanto che, il Santo Padre Papa Francesco, lo ha ripreso nell’Enciclica “Laudato sii”, che ben può rappresentare una guida morale nell’operare fattivamente per la difesa dell’ambiente. Lo spirito francescano, oltreché nell’attenzione all’ambiente, si riscontra anche nell’ecumenismo che contraddistingue la Parte Guelfa.

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Statuto

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PARTE GUELFA

Ordo Partis Guelfae

 

STATUTO

 

ATTO DI APPROVAZIONE

Il Santo Padre Clemente IV, il 26 di Febbraio dell’anno del Signore 1266, si è benignamente degnato di approvare l’istituzione della magistratura guelfa fiorentina e di concedere le proprie insegne ai consoli dei cavalieri della Parte Guelfa di Firenze.

 

MOTTO

“Cor unum et anima una”
Atti 4,32

 

COLORI

Il Bianco della Fede, il Verde della Speranza e il Rosso della Carità.

 

INSEGNE

“D’argento, all’aquila di rosso brancante un drago verde e sormontata dal giglio fiorentino.”

 

SALUTO

Il grido di battaglia dell’antica cavalleria guelfa “Marzocco! Marzocco! Marzocco!” è l’espressione di saluto che viene rivolta alle autorità civili e religiose ed ai luoghi simbolo di Parte Guelfa, nonché espressione dell’unità tra i membri dell’Arciconfraternita.

 

PREMESSA

La Parte Guelfa, istituzione politica e militare edificata nel XIII secolo, è divenuta una magnifica Arciconfraternita fondata sui sentimenti di carità e sui rapporti fraterni tra i propri membri. La fraternità è uguaglianza nella differenza ove ciascuno è sé stesso. Partecipare alle attività della Parte Guelfa significa acquisire umiltà, carità e consapevolezza del ruolo e dei compiti affidati per realizzarli al meglio per il bene di tutti e di ciascuno. L’antico e inscindibile legame di fedeltà al Sommo Pontefice si manifesta nella Parte Guelfa attraverso la custodia degli enti ecclesiastici e la responsabilità verso tutte le componenti della Chiesa.

 

CARISMA

La Parte Guelfa, originata da una magistratura marziale, si costituisce come Ordine gerarchicamente strutturato e definisce le proprie azioni attraverso disciplina, generosità e coraggio, per la protezione del creato e per la custodia della Chiesa e delle tradizioni. Qualunque persona che non abbia la ferma volontà di perfezionarsi nella vita, seguendo questi intendimenti, non potrà mai divenire confratello o consorella di Parte Guelfa. Lo zelo alla rinuncia nella società dell’abbondanza, lo sforzo per la protezione della natura, il generoso impegno per i più deboli, la coraggiosa lotta per la giustizia e per la pace sono le caratteristiche proprie della Parte Guelfa. L’Arciconfraternita ha sede nell’ambito territoriale dell’Arcidiocesi di Firenze e può istituire Confraternite in ogni Diocesi della Chiesa Cattolica nominandone il Governatore.

 

STATO GIURIDICO

La Parte Guelfa, dopo l’interruzione seguita alla soppressione con motuproprio granducale del 22 Giugno 1769 ed in virtù dell’antico possesso di stato giuridico in Firenze, con la benedizione di Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e con l’approvazione statutaria di Sua Eccellenza Dario Nardella, Sindaco di Firenze, viene ricostituita con Atto Pubblico del 25 marzo 2015, Capodanno Fiorentino, e viene giuridicamente ristabilita come Arciconfraternita, ovvero associazione di volontariato.

 

MISSIONE

La Parte Guelfa si impegna nella protezione e nella valorizzazione delle risorse naturali e paesaggistiche, si adopera per la valorizzazione delle tradizioni popolari, con speciale attenzione a quelle cristiane, e si adopera per la custodia delle istituzioni ecclesiastiche. Gli appartenenti sono denominati Confratelli e Consorelle e si obbligano alla testimonianza costante delle virtù cristiane di carità e fraternità, nei comportamenti e nelle opere, come contributo alla formazione delle coscienze secondo l’insegnamento del Vangelo, e promuovono con autentico spirito ecumenico il dialogo e la collaborazione con le altre Chiese cristiane sotto la guida e l’assistenza della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. La Parte Guelfa non persegue scopi di lucro, né fini politici.

 

ATTIVITÀ

La Parte Guelfa realizza attività di utilità ambientale, tradizionali, ludico-sportive, religiose, culturali e formative. Onorando l’incarico conferitole nel XVI Secolo da Cosimo I de’ Medici, Granduca di Toscana, la Parte Guelfa si adopera per la protezione delle risorse naturali e paesaggistiche attraverso un vasto servizio di salvaguardia ambientale, realizzato attraverso un proprio reparto appositamente formato e denominato Dragoni di Toscana. L’Arciconfraternita si impegna, in particolare, nella custodia e nella tutela dei parchi cittadini e delle riserve naturali ed opera per favorire e garantire la corretta applicazione delle disposizioni in materia di protezione della flora e della fauna realizzando il servizio di vigilanza permanente, con il rilievo degli illeciti amministrativi e delle violazioni dei regolamenti nelle aree naturali protette, nonché mediante la segnalazione di casi di degrado ambientale e, ove possibile, delle relative cause alle autorità competenti. Parte Guelfa si impegna in attività formative volte all’educazione ambientale, partecipando a programmi di sensibilizzazione nelle scuole e promuovendo l’informazione sulle normative in materia ambientale; agisce per la valorizzazione delle aree verdi, concorrendo con le istituzioni competenti alle attività di recupero e promozione del patrimonio e della cultura ambientale, e si attiva in maniera condivisa con le autorità di Protezione Civile per fronteggiare fattispecie di emergenze ambientali. La Parte Guelfa realizza servizi di cerimoniale equestre a favore del Comune di Firenze, costituendo il gruppo Cavalleria Fiorentina del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, coordinandolo e provvedendo alle sue necessità. L’Arciconfraternita compie attività pastorali e di culto sotto la guida di un assistente ecclesiastico denominato Cappellano Maggiore e compie servizi d’onore durante udienze e ricevimenti dell’Arcidiocesi, prodigandosi per la protezione, ove richiesta, dell’Arcivescovo durante manifestazioni o viaggi. Celebra inoltre particolari atti di devozione in onore di San Ludovico d’Angiò, Patrono della Parte Guelfa dal 1318, e realizza la formazione dei membri alla pratica e alla testimonianza di vita cristiana con pellegrinaggi e itinerari di fede e attraverso corsi di catechesi e momenti di preghiera comunitaria. La devozione verso San Ludovico d’Angiò, Vescovo di Tolosa ed appartenente all’Ordine dei Frati Minori, si attua anche nel condurre una vita attenta al rispetto del Creato e delle Creature, in pienezza con lo spirito francescano che discende direttamente dall’operato di San Francesco d’Assisi, fondatore dei Frati Minori e Patrono d’Italia, il quale ha lasciato, nel Cantico delle Creature, un testo di grande sensibilità ambientale. Tanto che, il Santo Padre Papa Francesco, lo ha ripreso nell’Enciclica “Laudato sii”, che ben può rappresentare una guida morale nell’operare fattivamente per la difesa dell’ambiente. Lo spirito francescano, oltreché nell’attenzione all’ambiente, si riscontra anche nell’ecumenismo che contraddistingue la Parte Guelfa. L’Arciconfraternita si occupa del recupero, dello sviluppo e della promozione di tradizioni a carattere ludico-sportivo storicamente realizzate dalla Parte Guelfa, come la Giostra del Giglio e la Giostra di Madonna Libertà; della valorizzazione e della conservazione dei beni culturali ecclesiastici e delle tradizioni di origine religiosa e popolare; della cura della dignità del culto e dell’animazione delle celebrazioni liturgiche nelle Chiese di Orsanmichele e di San Carlo, assegnate dall’Arcidiocesi. La Parte Guelfa realizza attività di solidarietà verso i bisognosi con opere di misericordia materiale e spirituale in una visione cristiana della vita, nella stabile collaborazione con l’Arcidiocesi di Firenze per la realizzazione dei piani di azione pastorale della comunità diocesana.

 

CULTO

La magnifica Arciconfraternita Parte Guelfa, pur ammettendo tra i suoi membri i fedeli di ogni confessione religiosa, è un’istituzione di origini ed ispirazione cristiane. In ricordo degli eventi storici che hanno portato al riconoscimento pontificio del sodalizio dei cavalieri di Parte Guelfa ed all’attribuzione formale dei sigilli e delle insegne di Papa Clemente IV, l’Arciconfraternita festeggia annualmente la ricorrenza del 26 Febbraio, anniversario della Battaglia di Benevento del 1266, nonché festa di Sant’Andrea di Firenze, vescovo fiorentino del IX secolo. In tale data, Confratelli e Consorelle di Parte Guelfa svolgono la Guardia d’Onore nella Rettoria di San Carlo e fanno memoria dell’approvazione papale con la Cerimonia delle Insegne. È istituita, nel primo sabato successivo, la Festa delle Insegne di Parte Guelfa, con il rinnovo del Giuramento di Fedeltà da parte dei Cavalieri e delle Dame, dinanzi alla Sede Arcivescovile in Piazza San Giovanni, e la distribuzione del “Berlingozzo” alla cittadinanza nel Palagio di Parte Guelfa.

 

MEMBRI

L’Ordo Partis Guelfae è costituito di Cavalieri e Dame in tre gradi di servizio: Console di Parte Guelfa, Capitano di Parte Guelfa, Cavaliere o Dama di Parte Guelfa. I Cavalieri e le Dame sono creati dal Console di Parte Guelfa attraverso speciale cerimonia di investitura. Le ammissioni dei Cavalieri e delle Dame sono decretate dal Consiglio di Credenza con apposito diploma firmato dal Console e dai Capitani e munito del sigillo della Parte Guelfa. Il Pontefice della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, l’Arcivescovo di Firenze, il Priore Generale, il Cappellano Maggiore e il Console di Parte Guelfa hanno facoltà di concedere, a loro discrezione ed in casi particolari, Motu Proprio, ammissioni onorarie nell’Arciconfraternita, informandone il Consiglio di Credenza. Il confratello espulso o dimissionario perde ogni diritto acquisito, spirituale e materiale. Possono essere ammessi come confratelli onorari soltanto coloro che si siano resi grandemente benemeriti della Parte Guelfa. Tutti i titoli personali, comunque denominati, indicati nel presente Statuto sono esclusivamente titoli interni di servizio che si richiamano all’antica denominazione delle rispettive funzioni e non costituiscono, in alcun modo, il riconoscimento di una pubblica onorificenza o di un titolo nobiliare.

 

REQUISITI DI APPARTENENZA

I requisiti per appartenere alla Parte Guelfa sono aver compiuto il diciottesimo anno di età, essere moralmente incensurato e tenere un comportamento corretto ed educato, non far parte di associazioni o movimenti in contrasto con la morale cristiana ed aver corrisposto la quota di ammissione. Gli aderenti, una volta scelto il Quartiere di appartenenza, non potranno mai più cambiarlo. Solo il Consiglio di  Credenza potrà determinare, in via eccezionale, modifiche di appartenenza dei membri. Solamente coloro che abbiano ricevuto l’investitura potranno essere eleggibili a cariche di responsabilità nell’Arciconfraternita. Ad ogni singolo aderente sono richiesti, per il ruolo che riveste ed in quanto rappresentante della Città di Firenze e della Parte Guelfa, comportamenti ed atteggiamenti seri ed adeguati. Qualora ciò non si verificasse, lo stesso sarà soggetto a sanzioni da parte del Consiglio di Credenza, come previsto dal presente statuto, attraverso la Commissione Disciplinare secondo le disposizioni del Codice Etico di Parte Guelfa. I membri di Parte Guelfa che abbiano ricoperto cariche di responsabilità nell’Arciconfraternita hanno diritto a fregiarsi del titolo di emeriti al termine del mandato. La Parte Guelfa partecipa al suffragio, alle esequie ed alla sepoltura dei propri membri, con il consenso dei familiari. Ove richiesti, i membri della Parte Guelfa possono anche realizzare servizi di cerimoniale in ambito ecclesiastico, in occasione della celebrazione di Sacramenti dei Confratelli e Consorelle, quali matrimonio, battesimo dei figli, commiato di familiari stretti. Possono altresì richiedere l’utilizzo delle Rettorie di San Carlo e di Orsanmichele per dette celebrazioni. Per i matrimoni la partecipazione può essere richiesta anche in sede civile. Le attività di volontariato sono prestate a titolo personale, spontaneo e gratuito.

 

AMMISSIONE

Chi desidera aderire all’Arciconfraternita Parte Guelfa deve essere presentato da uno o due padrini o madrine ed inoltrare apposita domanda scritta rivolta al Consiglio di Credenza che, valutati i requisiti del richiedente, delibera all’unanimità l’ammissione al periodo di aspirantato. L’Aspirante, accettata la sua domanda e corrisposta la quota associativa annuale, partecipa al percorso formativo culturale, etico e religioso disposto dal Consiglio di Credenza, senza il quale non potrà essere ammesso alle investiture. Il periodo di aspirantato ha una durata non inferiore a sei mesi e non superiore a quattro anni, al termine del quale, a loro insindacabile giudizio, i Capitani di Parte Guelfa deliberano all’unanimità l’accettazione definitiva della domanda e l’ammissione dell’Aspirante alle solenni investiture. Gli ammessi in qualità di Onorari e gli Ecclesiastici non svolgono aspirantato e non sono tenuti al pagamento della quota associativa annuale. L’Aspirante, all’atto dell’investitura, viene creato Cavaliere o Dama e diviene membro Ordinario. Solo i Cavalieri e le Dame Ordinari sono eleggibili al grado di Capitano di Parte Guelfa e possono rivestire incarichi di responsabilità quali quelli di Segretario di Credenza, Provveditore Generale, Cancelliere ed altri il cui ruolo è giudicato rilevante dal Consiglio di Credenza.

 

PRIVILEGI

L’insignito può sospendere l’insegna dell’Ordine di Parte Guelfa alle proprie armi di famiglia. Qualora non possedesse un blasone, l’assegnazione del cavalierato di Parte Guelfa conferisce agli insigniti ordinari la facoltà di crearsi uno stemma araldico. Il Console, i Capitani ed i Cappellani possono inquartare il proprio stemma con quello dell’Ordine, e mantengono il titolo di Emeriti al termine del loro mandato. Il Consiglio di Credenza può eventualmente concedere usi eccezionali delle insegne, le quali sono sempre oggetto di concessione personale non trasmissibile.

 

INVESTITURE DI PARTE GUELFA

Compete al Console di Parte Guelfa creare Cavalieri e Dame, ovvero compiere le investiture e, in sua assenza, per delega implicita, al Capitano di Parte Guelfa che rivesta la carica di Capitano Generale. Le solenni investiture di Parte Guelfa si compiono nelle storiche sale del Palagio dei Capitani di Parte Guelfa secondo l’antico rito fiorentino di investitura cavalleresca, che prevede le cerimonie del giuramento, della firma e dell’addobbo, e sono precedute dalla preparatoria Veglia delle Armi che si tiene in Orsanmichele. Il giuramento, nella tradizionale formula, viene pronunciato collettivamente nella Sala del Camino e, successivamente, sottoscritto singolarmente nella Sala dei Capitani dinanzi al Consiglio di Credenza. L’addobbo avviene nel Salone Brunelleschi, per chiamata individuale, ad opera del Console e dei Capitani e con la partecipazione dei Cavalieri e Dame. È dovere dei Cavalieri e delle Dame partecipare alle riunioni, cerimonie, funzioni religiose, nonché alle attività spirituali, caritative e di volontariato promosse dalla Parte Guelfa.

 

CONSIGLIO DI CREDENZA

Il Consiglio di Credenza è il più alto organo della Parte Guelfa ed è composto dal Console, che ha funzioni di indirizzo, e dai Capitani, con funzioni deliberative ed esecutive, che esercitano le attribuzioni conferite dal presente statuto. Per l’espletamento dei propri compiti i Capitani di Parte Guelfa possono istituire cariche utili ad ogni esigenza ed avvalersi della collaborazione di un numero variabile di esperti selezionati secondo necessità. Il Consiglio di Credenza si riunisce non meno di una volta ogni due mesi, ma può, in qualsiasi momento, essere convocato qualora lo ritenga necessario uno qualsiasi dei suoi componenti. Le cariche consiliari sono rieleggibili senza limiti ed il Consiglio di Credenza resta in carica per cinque anni.

 

CONSOLE DI PARTE GUELFA

Il Console di Parte Guelfa ne indirizza l’attività, ha il diritto di partecipazione e parola in tutte le adunanze e può guidare e moderare i Capitani di Parte Guelfa. È eletto dai Capitani tra le più alte personalità della Parte Guelfa ed è rieleggibile. Al Console di Parte Guelfa è attribuito l’appellativo onorifico di Eccellenza.

 

CAPITANI DI PARTE GUELFA

I Capitani di Parte Guelfa sono eletti dall’Adunanza Generale dei membri con voto segreto nel numero di cinque e compongono, col Console, il Consiglio di Credenza. Hanno il potere di nominare il Segretario di Credenza, il Camerlengo, il Conservatore, l’Araldo, il Vessillifero, i Priori della Pecunia, il Giudice di Parte, gli Armati di Parte Guelfa, il Collegio dei Giudicatori, il Notaro, i Giudici e Aiutanti di Campo, nonché le altre cariche previste dallo statuto. I Capitani indirizzano e regolano lo svolgimento di ogni attività dell’Arciconfraternita, indicono le adunanze, stabiliscono regolamenti e sanzioni a carico di ogni componente. I Capitani di Parte Guelfa hanno diritto di richiedere all’Arcivescovo di Firenze l’assegnazione del Cappellano Maggiore. Il Capogruppo della Cavalleria Fiorentina, ovvero il rappresentante dell’Arciconfraternita presso il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, viene eletto tra i Capitani ed il suo mandato è legato per contemporaneità a quello dei Capitani stessi. Col termine della legislatura dei Capitani di Parte Guelfa decade anche il Capogruppo della Cavalleria. Ogni Capitano di Parte Guelfa riceve il trattamento onorifico di Don.

 

CAPITANO GENERALE

I Capitani di Parte Guelfa eleggono tra loro annualmente il Capitano Generale, il quale assolve le funzioni del rappresentante legale ovvero del Presidente dell’Arciconfraternita, e gestisce l’ordine del giorno nel Consiglio di Credenza e nell’Adunanza Generale.

 

CAPITANO MAGGIORE

I Capitani di Parte Guelfa eleggono tra loro annualmente il Capitano Maggiore, il quale assolve le funzioni di Vicepresidente dell’Arciconfraternita, sostituendo il Capitano Generale in caso di sua assenza.

 

CAPITANO LUOGOTENENTE

I Capitani di Parte Guelfa eleggono tra loro annualmente il Capitano Luogotenente, il quale assolve le funzioni di coordinamento delle Luogotenenze e dei Collegi di Parte Guelfa in Italia e nel mondo.

 

CAPITANO CAMERLENGO

È nominato, tra loro, dai Capitani di Parte Guelfa per sovraintendere ad ogni questione economica e, ricevuta l’approvazione del Consiglio di Credenza, nomina il Provveditore Generale e l’Economo per assisterlo o sostituirlo ove e quando necessario.

 

SEGRETARIO DI CREDENZA

È nominato dai Capitani di Parte Guelfa con compiti organizzativi e svolge la funzione di redigere tutti i verbali delle riunioni del Consiglio di Credenza e delle Adunanze Generali. Funge da raccordo tra il Consiglio di Credenza e lo stato maggiore degli incaricati dei vari servizi e può farsi affiancare da Attendenti per finalità organizzative.

 

PROVVEDITORE GENERALE

È nominato dal Camerlengo per provvedere alla raccolta finanziaria necessaria alla copertura del fabbisogno dell’Arciconfraternita.

 

ECONOMO

È nominato dal Camerlengo e si occupa delle scritture contabili allo scopo di fornire al Camerlengo stesso ed al Consiglio di Credenza le informazioni necessarie per esercitare le funzioni di controllo e di decisione in materia economico-finanziaria, nonché per la redazione del rendiconto.

 

CANCELLIERE

È nominato dai Capitani di Parte Guelfa per gestire alcuni rapporti con le istituzioni pubbliche.

 

PROVVEDITORE ALLE ARTI

È nominato dai Capitani di Parte Guelfa per allacciare e gestire rapporti con le categorie produttive e professionali ovvero con l’insieme di persone che esercitano un’attività economica o lavorativa pubblica o privata.

 

CONSERVATORE DEI SIGILLI

È nominato dai Capitani di Parte Guelfa per custodire i sigilli della Parte Guelfa.

 

ARALDO

È nominato dai Capitani di Parte Guelfa e funge da primo attendente del Console e del Consiglio di Credenza il quale gli assegna di norma incarichi speciali.

 

AQUILIFERO

È nominato dai Capitani di Parte Guelfa col compito di far sfilare in cortei e processioni l’aquila reale, emblema vivente della Parte Guelfa.

 

VESSILLIFERO

È nominato dai Capitani di Parte Guelfa per gestire le insegne della Parte Guelfa in ogni occasione pubblica e nomina due Alfieri per assisterlo o sostituirlo.

 

CONNESTABILE

È nominato dai Capitani con il ruolo di sfilare, a cavallo ed indossando l’armatura o il petto d’armi, alla testa del gruppo nelle manifestazioni pubbliche alle quali la Parte Guelfa partecipa con gli equidi, ivi incluse quelle del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina.

 

PRIORI DELLA PECUNIA

Sono nominati dai Capitani di Parte Guelfa ed hanno la funzione di verificare l’operato del Camerlengo almeno una volta all’anno.

 

PRIORE GENERALE

È un Vescovo nominato dal Consiglio di Credenza di Parte Guelfa, quale guida spirituale dell’Arciconfraternita, e ne indica gli indirizzi di natura liturgica e religiosa.

 

CAPPELLANO MAGGIORE

È un sacerdote nominato dall’Arcivescovo di Firenze su richiesta dei Capitani di Parte Guelfa e gli sono affidati il servizio e l’assistenza religiosa presso la Chiesa assegnata alla Parte Guelfa dall’Arcidiocesi. Il Cappellano Maggiore di Parte Guelfa, sentito l’Arcivescovo, nomina i Cappellani di Quartiere.

 

ELEMOSINIERE

È nominato dai Capitani per provvedere alle opere di carità della Parte Guelfa, con il contributo dei fondi raccolti dagli Oblatori. Risponde al Consiglio di Credenza, per il tramite del Capitano Camerlengo, ed è da questo autorizzato per le singole operazioni.

 

ARMATI

Gli Armati di Parte Guelfa costituiscono il corpo che svolge ogni attività di sicurezza durante le manifestazioni alle quali è chiamata a partecipare la Parte Guelfa. Sono nominati e comandati dai Capitani di Parte Guelfa e devono seguirne le disposizioni. Gli Armati sono espressione dell’autorità del Consiglio di Credenza.

 

DIGNITARI

I Dignitari di Parte Guelfa costituiscono il gruppo dei funzionari incaricati in seno alla Parte Guelfa. Sono nominati e comandati dai Capitani di Parte Guelfa e devono seguirne le disposizioni.

 

DECANI

I Decani di Parte Guelfa sono membri anziani che svolgono funzione di indirizzo presso i Collegi di Parte Guelfa e di assistenza durante le manifestazioni.

 

STAFFIERI

Gli Staffieri di Parte Guelfa costituiscono il reparto che assiste cavalli e cavalieri durante le manifestazioni alle quali la Parte Guelfa è chiamata a partecipare. Sono nominati e comandati dai Capitani di Parte Guelfa e devono seguirne le disposizioni.

 

SENATO DEI CAPITANI

Il Senato dei Capitani è composto, oltre che dal Console e dai Capitani in carica, dai Consoli e Capitani Emeriti della Parte Guelfa, nonché da Capitani Onorari ovvero da altri membri nominati per meriti dal Consiglio di Credenza. Si riunisce almeno una volta l’anno con funzioni consultive ed esprime pareri di indirizzo generale non vincolanti per il Consiglio di Credenza. Può essere convocato in qualsiasi momento dal Consiglio di Credenza anche in merito a specifiche questioni per le quali sia ritenuto opportuno raccogliere il parere del Senato. Ciascun membro è denominato Senatore Guelfo e cessa di far parte del Senato dei Capitani qualora non sia in regola con la quota associativa annuale o non faccia più parte dell’Arciconfraternita.

 

COLLEGIO DEI GIUDICATORI

I Giudicatori sono nominati in numero di tre dal Consiglio di Credenza e svolgono la funzione di giuria negli eventi ove sia necessaria.

 

NOTARO

Il Notaro è nominato dal Consiglio di Credenza contestualmente al Collegio dei Giudicatori e redige e registra ogni atto della Parte Guelfa relativo a gare o pubblici eventi.

 

MAESTRO, GIUDICI E AIUTANTI DI CAMPO

Il Maestro di Campo è nominato annualmente dai Capitani di Parte Guelfa ed è la più alta autorità durante lo svolgimento delle manifestazioni ludiche tradizionali organizzate dalla Parte Guelfa. È coadiuvato in tutte le sue funzioni e rappresentato in tutta la sua autorità da due Giudici di Campo. Il Maestro di Campo si avvale di quattro Aiutanti di Campo, uno per ogni Quartiere storico di Firenze. Il Maestro di Campo gode del privilegio di sfilare in armatura alla testa dei Capitani di Quartiere.

 

GRAN CERIMONIERE

È nominato dai Capitani di Parte Guelfa per il cerimoniale della Parte Guelfa in ogni occasione pubblica e nomina un Cerimoniere per assisterlo o sostituirlo.

 

MAESTRO GENERALE

Il Maestro Generale viene nominato dal Consiglio di Credenza quale responsabile culturale della Parte Guelfa e cura la formazione dei membri dell’Arciconfraternita.

 

RETTORE

Il Rettore di Parte Guelfa, nominato dai Capitani, ha il compito di coordinare il corso formativo annuale per gli Aspiranti, su indicazioni del Consiglio di Credenza e del Maestro Generale.

 

ORDINATORE

L’Ordinatore di Parte Guelfa, ricevendo di volta in volta mandato dal Consiglio di Credenza, si occupa di organizzare e coordinare eventi culturali che esulano dalla programmazione ordinaria predisponendo e provvedendo a quanto necessario per la realizzazione.

 

CERUSICO

È il medico veterinario, preferibilmente ippiatra, nominato dai Capitani quale responsabile per garantire la salute psicofisica degli equidi, controllarne l’idoneità a partecipare alle manifestazioni, la regolarità delle vaccinazioni ed il rispetto delle norme sanitarie in materia. Può farsi affiancare da Attendenti scelti tra veterinari o assistenti dotati della necessaria formazione ed esperienza.

 

OSPITALIERE

È nominato dai Capitani di Parte Guelfa per la cura psicofisica dei Confratelli e Consorelle ove necessario, nonché per coordinare la formazione relativa alle materie sanitarie quali il primo soccorso. È scelto fra il personale medico, paramedico, o comunque dotato di idonea formazione in ambito sanitario e coordina l’attività degli Ospitalieri per il tramite della Lancia Spezzata.

 

ALTRI INCARICHI, COMMISSIONI E SQUADRONI

I Capitani possono assegnare, ove lo ritengano opportuno, altri incarichi regolandone le funzioni. A titolo di esempio, possono essere nominati il Maestro delle Milizie, il Capitano di Piazza, il Gran Scudiero, il Maestro di Cappella, il Barbaresco, il Banditore, l’Iconografo, l’Araldista, e soprattutto i Commissari e i Tenenti ovvero i responsabili di singoli settori o funzioni al servizio dell’Arciconfraternita, e relativi Attendenti. Provvedono altresì ad istituite apposite Commissioni per specifiche finalità e Squadroni per i diversi ambiti di attività istituzionale. Per ogni Squadrone, i Capitani nominano la Lancia Spezzata, quale responsabile, coadiuvato da un Tenente, un Furiere e i necessari Attendenti.

 

QUARTIERI E GONFALONI

L’Arciconfraternita opera sul territorio fiorentino attraverso l’istituzione di Compagnie di Quartiere rappresentanti gli antichi Quartieri storici fiorentini di Santo Spirito, Santa Croce, Santa Maria Novella e San Giovanni e le rispettive estensioni nel contado. Ogni Quartiere è suddiviso in quattro Gonfaloni di Compagnia secondo la disposizione risalente al 1343:

  • nel Quartiere Bianco di Santo Spirito, blasonato d’azzurro alla colomba al naturale: Nicchio, Scala, Sferza, Drago.
  • nel Quartiere Azzurro di Santa Croce, blasonato d’azzurro alla croce d’oro: Bue, Lion Nero, Ruote, Carro.
  • nel Quartiere Rosso di Santa Maria Novella, blasonato d’azzurro al sole d’oro: Lion Bianco, Lion Rosso, Vipera, Unicorno.
  • nel Quartiere Verde di San Giovanni, blasonato d’azzurro al battistero d’oro: Chiavi, Vaio, Drago Verde, Lion d’Oro.

 

COMPAGNIE DI QUARTIERE

Le Compagnie di Quartiere, o di Parte, sono organismi volti alla realizzazione di eventi organizzati dalla Parte Guelfa e non costituiscono enti autonomi. Esse non possono svolgere attività in maniera indipendente, né provvedere in proprio all’amministrazione, ma dipendono direttamente dal Consiglio di Credenza. È dovere di ogni Compagnia notificare con lettera ufficiale al Consiglio di Credenza per la ratifica la formazione del proprio Consiglio, indicando il cognome, nome, residenza e certificato del casellario giudiziale di ciascuno dei membri che lo compongono, nonché la carica rispettivamente assegnata. In ogni manifestazione, le Compagnie di Quartiere sono tenute all’osservanza delle prescrizioni del Consiglio di Credenza in tutto ciò che si riferisce alla parte preparatoria ed al regolare e decoroso svolgimento. Le Compagnie rappresentano i tradizionali Quartieri fiorentini, gli stessi adottati dalle Società di Parte del Calcio Storico Fiorentino, con le quali stabiliscono un legame attraverso la presenza di incaricati nei rispettivi Consigli. Ogni Compagnia di Quartiere è rappresentata da un Consiglio di Parte il quale è composto dal Priore, che lo presiede e che cura i rapporti col Consiglio di Credenza; dal Vicario, che lo sostituisce in caso di assenza e che corrisponde al Presidente o altro delegato del rispettivo Colore del Calcio Storico Fiorentino; dal Capitano dei Cavalieri del Quartiere, dai Cavalieri di Compagnia nel numero di uno per Gonfalone ovvero di quattro per Quartiere; dal Cappellano di Quartiere, sacerdote al quale è affidato dal Cappellano Maggiore di Parte Guelfa il servizio e l’assistenza religiosa della Compagnia di Quartiere; dal Correttore di Quartiere; dal Nobile Commissario e dal Capogruppo di Quartiere. In caso di inosservanza, le Compagnie di Quartiere ed i singoli componenti sono passibili di sanzioni, secondo le inappellabili decisioni del Consiglio di Credenza. Ogni carica di Quartiere viene confermata dal Consiglio di Credenza tra i membri dell’Arciconfraternita ed ha durata annuale. Il Consiglio ha il potere di rimuovere ciascun incaricato per motivi disciplinari e di opportunità.

 

PRIORE DI QUARTIERE

Il Priore presiede la Compagnia di Quartiere e ne cura, con rappresentanza piena, i rapporti col Consiglio di Credenza. Il Priore ha il dovere di conoscere preventivamente il nome di tutti gli esponenti del proprio Quartiere e di collaborare con i Capitani di Parte Guelfa per identificare tempestivamente coloro che si rendessero rei di comportamenti illeciti.

 

CAPITANO DI QUARTIERE

Ogni Quartiere è rappresentato durante particolari manifestazioni dal Capitano che ne cura la disciplina ed il comportamento. È dovere del Capitano di Quartiere collaborare con il Consiglio di Credenza, provvedendo di persona, se necessario, a reprimere con decisione le eventuali intemperanze dei membri del proprio Quartiere di appartenenza.

 

CORRETTORE GENERALE E CORRETTORI DI QUARTIERE

Il Correttore Generale ed i Correttori di Quartiere sono sacerdoti o laici cresimati e preparati, nominati dal Consiglio di Credenza, ai quali è affidata la cura morale dei Confratelli e Consorelle rispettivamente per l’Arciconfraternita e per le singole Compagnie di Quartiere.

 

GIUDICE DI QUARTIERE

Ferma restando l’assoluta soggezione delle Compagnie di Quartiere al Consiglio di Credenza, è ammessa, in via eccezionale, la nomina di un Giudice di Quartiere incaricato della ricostituzione del Consiglio di Compagnia e della temporanea reggenza, nei soli casi seguenti:

  1. Quando venga a mancare il Consiglio e agli appartenenti al Quartiere, malgrado i formali inviti del Consiglio di Credenza, non riesca possibile la ricostituzione, e gli appartenenti stessi invochino tale provvedimento, o con la loro inerzia lo rendano indispensabile.
  2. Quando si verifichi, per responsabilità della Compagnia di Quartiere, una assoluta e ingiustificata inattività, così che il Consiglio di Compagnia in carica debba ritenersi decaduto.

Nei casi sopra previsti, il Consiglio di Credenza decide la nomina di un Giudice di Quartiere, da scegliersi fra persone qualificate. La gestione straordinaria non può superare la durata di tre mesi. Qualora entro tale periodo il Consiglio di Compagnia non sia stato ricostituito e la situazione permanga invariata, si procederà all’estensione dell’incarico.

 

PATRIMONIO

Il patrimonio della Parte Guelfa è costituito:

  1. a) dai beni mobili e immobili che diverranno di proprietà;
    b) da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio;
    c) da eventuali erogazioni, donazioni e lasciti;
  2. d) dai beni immateriali quali i simboli e le insegne che le sono proprie, nonché dai marchi e dalle altre proprietà intellettuali.

Le entrate sono costituite:

  1. a) dalle quote associative annuali degli aderenti ordinari;
  2. b) dal ricavato dall’organizzazione di manifestazioni o partecipazione ad esse;
  3. c) da ogni altra entrata che concorra ad incrementare l’attivo sociale; fondi pervenuti a seguito di raccolte pubbliche occasionali, anche mediante offerte di beni di modico valore e contributi corrisposti da amministrazioni pubbliche.

La Parte Guelfa non potrà distribuire, neanche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altri enti non lucrativi che, per legge, statuto o regolamento, facciano parte della medesima ed unitaria struttura.

 

ESERCIZIO

L’esercizio si chiude al 31 dicembre di ogni anno. Entro 90 giorni dalla fine dell’esercizio il Camerlengo deve predisporre il bilancio, che dovrà essere approvato dal Consiglio di Credenza prima di presentarlo all’Adunanza Generale. Verrà altresì sottoposto all’approvazione del Consiglio di Credenza il bilancio preventivo dell’esercizio in corso.

 

ADUNANZA GENERALE

L’assemblea degli aderenti, detta Adunanza Generale di Parte Guelfa, regolarmente costituita, rappresenta l’universalità dei membri e le sue deliberazioni, prese in conformità alla legge e al presente statuto, obbligano tutti i componenti, ancorché non intervenuti o dissenzienti. L’Adunanza Generale viene convocata dal Consiglio di Credenza almeno una volta ogni anno, mediante comunicazione scritta contenente l’ordine del giorno, diretta a ciascun aderente anche con mezzi elettronici, almeno 15 giorni prima di quello fissato per la riunione. Essa delibera sul bilancio, sugli indirizzi e sulle modifiche statutarie, e può essere chiamata a ratificare ogni singola carica proposta dal Consiglio di Credenza. Hanno diritto al voto tutti gli aderenti ordinari in regola con il pagamento della quota annuale. Ogni membro ha diritto ad un voto ed è ammessa una sola delega per rappresentare altri aderenti assenti. L’Adunanza Generale è regolarmente costituita in prima convocazione con l’intervento di almeno la metà degli aventi diritto, ed in seconda convocazione qualunque sia il numero degli intervenuti. Le delibere sono regolarmente assunte a maggioranza dei presenti, salvo per le modifiche statutarie che richiedono il voto favorevole dei due terzi degli intervenuti che rappresenti almeno un quinto degli aventi diritto. L’Adunanza in seconda convocazione può tenersi anche nel medesimo giorno fissato per la prima, a diverso orario.

 

ORDINAMENTO

L’Ordine di Parte Guelfa è un’istituzione che si prefigge di salvaguardare l’ambiente e di custodire e valorizzare le tradizioni, rafforzando nei suoi membri la pratica dei sentimenti fraterni e, per perseguire tali alti obbiettivi, si serve di una struttura territoriale organizzata a livello nazionale e internazionale. I Cavalieri e le Dame di Parte Guelfa sono suddivisi in Luogotenenze nelle nazioni del mondo e nelle regioni italiane ed in Collegi nelle città, province o aree metropolitane. Ogni Luogotenenza di Parte Guelfa è retta da un Luogotenente con l’assistenza di un Vicario ed è composta da circoscrizioni territorialmente più piccole denominate Collegi. Ogni Collegio di Parte Guelfa è retto da un Maresciallo, indicato dal competente Luogotenente, il quale viene assistito da un Legato ed è coadiuvato da un Capitolo di Decani. Ciascun Luogotenente risponde direttamente al Capitano Luogotenente e dunque al Consiglio di Credenza e può essere delegato, in via eccezionale, all’addobbo di nuovi Cavalieri e Dame nel territorio assegnato, in caso di impossibilità degli stessi a recarsi a Firenze per la cerimonia annuale delle Solenni Investiture. I mandati di tutti gli incaricati dell’Arciconfraternita avvengono, senza eccezione, per nomina e su delibera unanime del Consiglio di Credenza.

 

SALVAGUARDIA AMBIENTALE

Il servizio permanente di salvaguardia ambientale operato da Parte Guelfa è organizzato su base nazionale, regionale e provinciale e si realizza attraverso lo Squadrone Dragoni, reparto di vigilanza ambientale appositamente formato. La rete decentrata di Parte Guelfa per la tutela dell’ambiente è al servizio di enti, istituzioni, organismi, sia professionali che volontaristici, ed interagisce e coopera, in base alle normative vigenti, a responsabilità predefinite ed a procedure comuni di intervento, nelle situazioni di crisi e di emergenza. Nel contesto territoriale italiano, Parte Guelfa si pone costantemente a disposizione del sistema regionale di Protezione Civile composto da tutte le suddivizioni amministrative – regioni, prefetture, città metropolitane, province, comuni, unioni di comuni – e da strutture operative quali Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Municipale, Croce Rossa Italiana, Corpo Nazionale Soccorso Alpino, Misericordia, pubbliche assistenze, aziende di servizi ambientali e comunità scientifica. I Dragoni di Parte Guelfa intervengono in modo integrato e coordinato, sulla base di regole chiare e condivise, con un obiettivo comune: la sicurezza e la salvaguardia del territorio italiano. La struttura operativa viene configurata attraverso incarichi conferiti dal Consiglio di Credenza di Parte Guelfa ed è costituita da un Comando Nazionale ed articolata in Squadroni Regionali con funzione di coordinamento e raccordo tra le Compagnie Provinciali, dalle quali dipendono gerarchicamente le strutture territoriali periferiche, umane e strumentali, costituite da Squadre o da singoli Dragoni.

 

DIVISA

La Parte Guelfa partecipa alle celebrazioni tradizionali e religiose con divise storiche o col mantello verde della divisa solenne recante le insegne concesse da Papa Clemente IV. Per le operazioni di salvaguardia ambientale, e per ogni altra attività, Parte Guelfa stabilisce specifiche uniformi per Confratelli e Consorelle che mantengano i colori verde e nero come prevalenti.

 

BENEMERENZE

La magnifica Arciconfraternita di Parte Guelfa può concedere riconoscimenti interni ai propri aderenti che si siano distinti per servizio ed abbiano esaltato il prestigio dell’Arciconfraternita. I Confratelli e le Consorelle benemeriti vengono insigniti per delibera del Consiglio di Credenza in due gradi di benemerenza con la nomina ad Alfiere di Parte Guelfa e a Ufficiale di Parte Guelfa. Come riconoscimento della sua autorità morale, ogni Console di Parte Guelfa viene ritratto in un dipinto da esporsi presso la sede principale dell’Arciconfraternita a formare nel tempo una galleria della memoria.

 

AFFILIAZIONE

La Parte Guelfa prevede un legame con la Federazione Italiana Sport Equestri con la quale desidera instaurare un rapporto di sviluppo per materie culturali e storiche nelle discipline equestri, inclusa la costituzione di una associazione sportiva strumentale ai fini dell’aggregazione alla FISE. Si accetta pertanto incondizionatamente di confrontarsi con le norme e le direttive del CONI e con tutte le disposizioni statutarie della FISE ed impegnandosi ad accettare eventuali provvedimenti disciplinari che gli organi competenti dovessero adottare in tutte le vertenze di carattere tecnico e disciplinare attinenti all’attività storico-sportiva.

Già approvato il 1° Dicembre 2015 dall’Adunanza Generale di Parte Guelfa riunita a Palazzo Rosselli Del Turco, in Borgo Santi Apostoli 19 a Firenze, in modifica dell’allegato all’Atto Pubblico Notarile stipulato il 25 Marzo 2015. Successivamente modificato all’unanimità dall’Adunanza Generale di Parte Guelfa in data 11 novembre 2017. Così modificato all’unanimità dall’Adunanza Generale di Parte Guelfa in data 21 dicembre 2018. Così modificato dall’Adunanza Generale di Parte Guelfa in data 8 luglio 2019.

 

Parte Guelfa

APPENDICE STATUTARIA

AFFILIAZIONI

  • L’affiliazione alla Federazione Italiana Sport Equestri dell’Arciconfraternita Parte Guelfa si realizza attraverso la Associazione Sportiva Dilettantistica Parte Guelfa – Cavalleria Repubblica Fiorentina. Si vedano lo Statuto e l’Atto Costitutivo della A.S.D. Parte Guelfa, ente collegato e strumentale costituito con la finalità esclusiva di realizzare le attività equestri previste dallo statuto dell’Arciconfraternita.
  • La partecipazione tra le aggregazioni laicali dell’Arcidiocesi di Firenze dell’Arciconfraternita di Parte Guelfa, si realizza attraverso l’associazione di diritto canonico Compagnia di San Ludovico di Tolosa e della Parte Guelfa di Firenze, ente collegato e strumentale costituito con la finalità esclusiva di realizzare le attività religiose previste dallo statuto dell’Arciconfraternita.
  • Le tradizioni a carattere ludico-sportivo storicamente realizzate dalla Parte Guelfa attraverso la A.S.D. Parte Guelfa – Cavalleria Repubblica Fiorentina, come la Giostra di Madonna Libertà e la Giostra del Giglio, avvengono annualmente in collaborazione col Comune di Firenze, il Consiglio delle Feste e Tradizioni Popolari Fiorentine e la Federazione Italiana Sport Equestri. I giostratori possono essere soggetti esterni invitati e selezionati dalla Lancia Spezzata dello Squadrone Giostratori, sentito il parere del Tecnico appositamente assegnato da FISE ed il Consiglio di Credenza.
  • Le attività ludico-sportive quali la Fiorente, la Festa Guelfa ed altre, vengono realizzate in autonomia dalla Parte Guelfa, attraverso il contributo tecnico della A.S.D. Parte Guelfa – Cavalleria Repubblica Fiorentina, in collaborazione con la Federazione Italiana Sport Equestri e possono essere realizzate anche per fini promozionali e
  • La Parte Guelfa si affilia al Centro Sportivo Italiano, in quanto promotrice dello sport come momento di educazione, di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla visione cristiana dell’uomo nel servizio alle persone e al territorio, e per rispondere ad una domanda non solo numerica ma qualificata sul piano culturale, umano e sociale.

 

 

Parte Guelfa - timbro tondo
SOLENNI INVESTITURE

VEGLIA GUELFA

La sera che precede le solenni investiture di Parte Guelfa si tiene, tra le Rettorie di San Carlo e Orsanmichele, la Veglia delle Armi di Parte Guelfa, preceduta dalla processione dei Cavalieri di Parte Guelfa con insegne, sigilli e icona di San Ludovico d’Angiò, Patrono della Parte Guelfa, che attraversando il centro storico porge un saluto alle autorità civili ed ecclesiastiche in Piazza del Duomo. La Veglia Guelfa si svolge con letture interreligiose, meditazioni e riflessioni per la preparazione morale degli investendi accompagnata da brani di musica barocca condotta dal Maestro di Cappella di Parte Guelfa.

 

GIURAMENTO

Dopo una processione che, partendo dalla Rettoria di San Carlo raggiunge il Palagio di Parte Guelfa, attraversa il centro storico e porge un saluto alle autorità civili in Piazza Signoria, avviene la cerimonia del giuramento dei Cavalieri e Dame di Parte Guelfa investendi nella Sala del Camino del Palagio di Parte Guelfa:

Console: “Cosa chiedete?”

Investendi: “Domando di ricevere l’Investitura a Cavaliere/Dama di Parte Guelfa”

Console: “Diventare Cavaliere e Dama di Parte Guelfa vuol dire operare per pace e giustizia, e per la protezione del Creato e delle tradizioni di Firenze con fede, speranza e carità. Siete pronti ad accettare questo ideale per la vostra vita?”

Investendi: “Sono pronto!”

Console: “Siete pronti a promettere, con la parola e con il cuore, di osservare lo Statuto e il Codice Etico della Parte Guelfa?”

Investendi: “Sono pronto!”

Console: “Siate dunque fedeli a Dio, a Firenze e alla Parte Guelfa!”

 

PROMESSA

DICHIARO

di essere onorato di far parte della famiglia dei Cavalieri di Parte Guelfa; di essere a conoscenza che non posso appartenere a Enti e Sodalizi i cui caratteri, scopi e programmi siano in contrasto col Codice Etico della Parte Guelfa;

PROMETTO

di regolare la mia vita secondo i principi morali in modo che, con le azioni e con la virtù, possa essere sempre meritevole dell’onore concessomi e della dignità di cui sono stato investito; di non macchiare il mio nome con atti disdicevoli per essere sempre degno di appartenere alla Parte Guelfa, osservando lo Statuto ed il Codice Etico che ne regolano l’attività;

PRENDO ATTO

infine, che qualora la mia condotta futura non dovesse essere moralmente o socialmente integerrima, sarò passibile di radiazione dalla Parte Guelfa.”

Capitano Generale: “Marzocco!

Tutti: “Marzocco! Marzocco! Marzocco!

 

FIRMA

I Cavalieri e le Dame investendi ricevono la chiamata singola dei Capitani e firmano la promessa nelle mani del Console di Parte Guelfa nella Sala dei Capitani del Palagio di Parte Guelfa e prendono posto accompagnati da padrini o madrine nel Salone Brunelleschi portando mantelli, decorazioni e baschi sul braccio sinistro con l’insegna dell’aquila rossa rivolta all’esterno.

 

ADDOBBO

I Cavalieri e le Dame di Parte Guelfa formano un breve corteo ed entrano nel Salone Brunelleschi. Per ultimi entrano il Console ed I Capitani di Parte Guelfa che si dispongono in posizione centrale.

L’Aquilifero sfila con l’aquila reale al braccio e si pone accanto al gonfalone di Parte Guelfa mettendo il rapace sulla pertica.

Il Capitano Generale annuncia l’ingresso di Sua Eccellenza il Console di Parte Guelfa.

Il Correttore Generale legge il Salmo 23 di Davide.

Prima dell’addobbo, il Capitano Generale da lettura della Bolla d’Investitura:

Si dà lettura del Decreto con il quale il Consiglio di Credenza di Parte Guelfa ha approvato la nomina dei Cavalieri e delle Dame che oggi riceveranno il solenne Addobbo.

BOLLA DI INVESTITURA

La magnifica Parte Guelfa, istituita con l’approvazione del Santo Padre Clemente IV, nell’anno del Signore 1266, con la concessione delle proprie insegne al Console dei Cavalieri della Parte Guelfa, è da sempre baluardo delle libertà e delle tradizioni cavalleresche ed è stata sempre oggetto di rispetto e speciale benevolenza. Oggi presso il Palagio di Parte Guelfa in Firenze, a voi qui presenti Cavalieri e Dame concediamo la facoltà e l’onore di portare le nostre nobili insegne.

Il Gran Cerimoniere invita gli investendi ad alzarsi e i simboli guelfi percorrono il Salone per essere mostrati ai presenti: il Gran Cerimoniere mostra la Spada, il Gran Scudiero gli Speroni ed il Conservatore i Sigilli.

Il Capitano Maggiore presenta solennemente la Spada Guelfa al Capitano Generale pronunciando le parole del Capitano Francesco Ferrucci: “Non mi snudare senza ragione, non m’impugnare senza valore!

Il Capitano Generale impugna la spada, la mostra ai presenti e proclama: “Marzocco!

Tutti: “Marzocco! Marzocco! Marzocco!

Il Capitano Generale si colloca alla sinistra del Console.

Il Capitano Camerlengo addobba il Console col mantello angioino e si iniziano le investiture solenni.

Il Capitano Maggiore si posiziona alla destra del Console con la spada in mano e gliela porge.

Console: “Ricevete questa spada e tenete bene in mente che il vero onore non si conquista con la spada, ma con l’amore”.

Il Capitano Generale inizia a chiamare, uno alla volta, gli investendi convocandoli per nome, cognome e luogo d’origine.

L’investendo lascia ai Capitani mantello e decorazione, si presenta dinanzi al Console e reclina la testa in segno di obbedienza.

Il Capitano Maggiore porge e recupera la spada al Console ad ogni Investendo.

Console: “In virtù del mandato ricevuto, io ti proclamo Cavaliere/Dama di Parte Guelfa

Il Console tocca con la spada (per le Dame con la mano destra) la spalla sinistra dell’investendo.

Il Cavaliere/Dama investito reclina il capo in segno di saluto al Console e viene vestito del mantello e della decorazione dai Capitani.

Il Capitano Generale congeda con l’abbraccio di pace il Cavaliere/Dama pronunciando la seguente formula: “Che le nostre insegne ti proteggano sempre”.

Un Capitano consegna la pergamena al Cavaliere/Dama, che ritorna al proprio posto addobbato.

Al termine delle investiture, il Gran Cerimoniere invita tutti ad alzarsi.

Il Capitano Generale ringrazia tutti i convenuti e chiama una volta il “Marzocco!

Tutti: “Marzocco! Marzocco! Marzocco!

 

SUFFRAGIO

Prima della conclusione della cerimonia, con tutti i Cavalieri e Dame in piedi, il Correttore Generale ricorda i confratelli e le consorelle scomparse.

 

DEO GRATIAS

La cerimonia si conclude con tutti i Cavalieri e Dame in piedi nel Salone Brunelleschi che, disposti in circolo, pronunciano insieme il “Deo Gratias!

 

 

COMUNE DI FIRENZE

Allegato, in calce all’Appendice Statutaria
Atto di approvazione del Sindaco di Firenze

Sindaco Firenze a Parte Guelfa

 

parte guelfa definitivo per sfondi bianchi

Parte Guelfa timbro black

PARTE GUELFA
Cavalleria Repubblica Fiorentina

Palagio dei Capitani di Parte Guelfa
Piazza di Parte Guelfa 1 - 50123 Firenze
Codice Fiscale 94247160487

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