Il 13 Febbraio 2014, se ne andava il grande Piero d’Inzeo, il quale aveva ricevuto la Croce d’oro al merito dell’Esercito con le seguenti motivazioni: “Ufficiale di cavalleria dalle straordinarie capacità tecniche e agonistiche, ha scritto alcune fra le pagine più gloriose dell’equitazione italiana di tutti i tempi. Personalità sportiva di valore assoluto, grazie alle preclare doti di uomo e soldato, ha conseguito risultati di eccellenza nelle varie competizioni nazionali ed internazionali a cui ha partecipato. Fulgido esempio di indiscusse ed eccezionali doti agonistiche, umane e professionali, con i suoi innumerevoli successi ha onorato lo Sport italiano, esaltando il prestigio all’immagine della cavalleria e dell’Esercito nel mondo”. Italia e all’estero, 1948 – 1976″.

“Quel giorno, a Piazza di Siena, il conte Alessandro Bettoni Cazzago dopo aver lavorato in campo di prova, sentì che qualcosa dentro di sè non andava, che gli impediva di montare in gara. Si avvicinò a Piero d’Inzeo e gli chiese di montare il suo cavallo, il suo Litargirio.
“Ma perché?” gli chiese Piero, molto imbarazzato.
“Non mi sento bene, c’è qualcosa che non va, ti prego, sii gentile….”

Il 28 aprile 1951 inizia il concorso di Piazza di Siena. Bettoni è in campo prova col suo cavallo ma non si sente bene e chiede a Piero D’Inzeo di montarglielo. Bettoni viene accompagnato all’albergo dove muore. Il giorno dopo, Piazza di Siena vive un momento drammatico ed emozionante perché i due cavalli di Bettoni, bardati a lutto, vengono condotti a mano nel campo per un giro d’onore in memoria del grande cavaliere scomparso.

Questa storia e molto altro si trovano nel libro di Riccardo Balzarotti Kammlein dedicato a Bettoni che merita di essere letto perché mantiene vivi valori e cultura di un passato che non devono essere dimenticati ma insegnati ai giovani, affinché non si perdano.

Piero D’Inzeo (Roma, 4 marzo 1923 – Roma, 13 febbraio 2014) è stato un ufficiale dell’Arma di Cavalleria e cavaliere italiano, vincitore di sei medaglie ai Giochi olimpici in otto partecipazioni.

Autori
Gabriele Malquori e Riccardo Balzarotti Kammlein