Parte Guelfa ha nella salvaguardia dell’ambiente la sua missione principale. La preservazione del Creato è cardine irrinunciabile per la qualità della vita. E questo era ed è anche il pensiero del piccolo grande Sindaco che Firenze ha avuto, e che ha permesso alla città di crescere intessuta nei valori cristiani ed universali. Alla Festa delle Insegne di Parte Guelfa 2022, tenutasi sabato 5 Marzo a Palagio di Parte Guelfa, si è tenuta una sessione straordinaria di investiture nelle quali il “Sindaco Santo” di Firenze, Giorgio La Pira è stato ordinato alla memoria Cavaliere di Parte Guelfa insieme a Mario Primicerio, presidente della fondazione dedicata a La Pira e già sindaco di Firenze tra il 1995 ed il 1999. Giorgio La Pira è stato accolto nell’Arciconfraternita di Parte Guelfa per aver insegnato lo spirito di fraternità universale, per i suoi alti servigi alla città e per la grande eredità del nuovo umanesimo lasciata alla società tutta, che possiamo sintetizzare nel titolo di un suo famoso libro: il valore della persona umana.
Il titolo di La Pira è stato consegnato nelle mani di Mario Primicerio che ha avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare con lui e col quale, da giovane, condivise persino il viaggio in Vietnam svolto per parlare con il Presidente Ho Chi Minh e stilare l’agenda di una possibile pace con gli Stati Uniti, pace che poi sarà raggiunta negli anni successivi, proprio nei termini in cui La Pira l’aveva tracciata insieme al presidente vietnamita.

Gianni Conti, Cavaliere di Parte Guelfa, già vicesindaco ed assessore all’urbanistica del Comune di Firenze che fu di aiuto a La Pira in molte questioni urbanistiche del dopoguerra, ha ricordato l’deale della città a misura di uomo che ruotava attorno alla Chiesa proposta da Giorgio La Pira.

Beltrando Mugnai, Cavaliere di Parte Guelfa, che conobbe La Pira alla età di sette anni, ha ricordato che il Sindaco lo sentì cantare e gli affidò la missione di “portare il sorriso dove manca”. Ancora oggi Beltrando Mugnai, nella veste di Menestrello Fiorentino, con la sua chitarra e la sua voce, allieta gli anziani ed i giovani con i suoi spettacoli di beneficienza. Ma soprattutto partecipa quale “Ministro della Comunione” alla Santa Messa dei Poveri, opera istituita da Giorgio La Pira con don Raffaele Bensi e la benedizione del Cardinale Elia Dalla Costa nel 1934. La Messa dei Poveri o di San Procolo è una celebrazione eucaristica, originariamente celebrata nella Chiesa di San Procolo a Firenze, alla quale partecipano i poveri della città, ai quali, al termine della funzione religiosa, viene donato il pane benedetto ed “un soldino” per fare colazione. Nel 1934 parteciparono alla prima Santa Messa solo 25 poveri, poi sempre di più, fino a riempire la Chiesa, quindi la Santa Messa è stata spostata in una Chiesa più grande, la Badia Fiorentina, dove ancora ogni domenica, alle nove del mattino, numerosissimi bisognosi partecipano e ricevono “pane e soldino”. Sono centinaia i poveri fiorentini e stranieri, credenti e non, che attendono con umiltà questo gesto di carità che si ripete da oltre 88 anni, affermando quindi, senz’ombra di dubbio, che L’eucarestia è il momento di aggregazione di un popolo.

Mario Primicerio con don Luca De Santis , monsignor Vasco Giuliani, Cecilia Del Re, Alessandro Martini, Mimma Dardano, Fabio Giorgetti, Manuele Braghero e Cristina Manetti

Sono intervenuti anche monsignor Vasco Giuliani, Cappellano Maggiore di Parte Guelfa, che ha portato un messaggio di fratellanza tra tutte le religioni, come auspicava Giorgio La Pira con la sua affermazione: ”Libertà spirituale e politica per tutti” e Don Luca De Santis, docente di teologia presso l’Università del Sacro Cuore in Roma, autore del libro “Unire le città per unire le nazioni” che ripercorre la vita ed il pensiero lapiriano il quale si può cercare di esprimere con la seguente frase che il Sindaco Santo ripeteva sempre: “senza casa, senza lavoro, senza chiesa l’uomo è come un albero senza radici”.

Ricchi e poveri, credenti e non credenti formano una sola famiglia, quella umana: “cor unum et anima una”. Grazie Giorgio La Pira per continuare a illuminare ancora il nostro cammino!

 

Autore

Gabriele Vaccaro