Ultimi giorni di Ottobre del 1917, il fronte ha ceduto a Caporetto. La 2ª Brigata di Cavalleria comandata da Giorgio Emo Capodilista comprende il “Genova Cavalleria” 4°, guidato dal col. Bellotti, ed i “Lancieri di Novara” 5°, guidati dal col. Campari, che ha l’ordine di difendere ad ogni costo l’ala destra della 2ª Armata che, a sua volta, copre la ritirata della 3ª Armata. Una Brigata di Cavalleria e una Brigata di Fanteria italiane contro due divisioni tedesche ed una divisione austro-ungarica! La 2ª Brigata di Cavalleria la mattina del 29 Ottobre muove verso Pozzuolo del Friuli ove entra alle 17.30. I due reggimenti sono schierati ad est (Genova cavalleria) e ad ovest (Lancieri di Novara) dell’abitato. Il resto è solo gloria!

All’alba pattuglie del “GENOVA” e del “NOVARA” in esplorazione segnalano nuclei nemici verso Terenzano. Il primo contatto col nemico avviene a nord di Pozzuolo.
Verso le 11,00, l’avanguardia della 117ª Div. tedesca, attacca in forze, ma è respinta da mitragliatrici e dal 2º Squadrone del “GENOVA”. A mezzogiorno un nuovo attacco più forte, è respinto alla baionetta. Una carica del 4º Squadrone del “NOVARA”, capitano Sezanne, impedisce l’accerchiamento.

A metà pomeriggio nuovi combattimenti contro il nemico che affluisce in forze. Qui l’Italia risorge: civili si uniscono ai soldati prendendo il posto dei caduti sulla linea del fuoco. E avanti così fino a sera. Dopo otto ore di combattimenti Giorgio Emo Capodilista ordina di rimontare a cavallo e ripiegare; lo fa in testa ai suoi cavalieri in ordine di combattimento. Il 4º Squadrone di “GENOVA”, lascia per ultimo Pozzuolo con un’ultima gloriosa incredibile carica di contenimento, e venendo quasi completamente annientato assieme al suo comandante. Degli iniziali 968 uomini della 2ª Brigata di Cavalleria, la sera del 30 Ottobre ne restano soltanto 501. Ma l’intera 3ª Armata è in salvo.

PARTE GUELFA CELEBRA LA FESTA DELLA CAVALLERIA E INVITA A RACCONTARE QUESTO PEZZO DI STORIA PATRIA AD AMICI, FIGLI, NIPOTI, PERCHE’ ALTRI NON LO FARANNO, PERCHE’ LO RICORDINO!

 

Autore

Riccardo Balzarotti