Bandieraio di Firenze

 

 

STORIA DI FIRENZE

DALLE ORIGINI AL XVI SECOLO

 

LE ORIGINI DI FIRENZE

Florentia fu una città romana della valle dell’Arno dalla quale ebbe origine Firenze. La tradizione la vuole costruita dalle legioni di Gaio Giulio Cesare nel 59 a.C., ma l’ipotesi prevalente fa risalire la fondazione al periodo augusteo ovvero tra il 30 ed il 15 a.C.. Prima ancora di Etruschi e Romani la piana dell’Arno sotto Fiesole fu interessata da insediamenti villanoviani; tracce di sepolture dell’Età del Rame sono state individuate sotto l’odierno ex-Gambrinus, in piazza della Repubblica. L’area dove sorgerà poi la città era probabilmente quella in cui era più facile il guado dell’Arno per la minor distanza tra le due sponde. Inoltre la posizione sullo spartiacque tra la confluenza degli affluenti dell’Arno, Mugnone e Affrico, dava all’area una quota leggermente superiore al resto della piana, probabilmente paludosa. Da qui il nome originario del luogo – Birent o Birenz – che in etrusco significa terra tra le acque, paludosa così come dall’accadico birent su cui poi i Romani innestarono il nome Florentia per dare un significato latino alla parola.

La zona fu pertanto interessata da una continuità d’insediamento anche in epoca etrusca, visto che assicurava la possibilità di collegamento dell’Etruria interna con la città di Fiesole. Risulta probabile che gli Etruschi di Fiesole abbiano reso stabile l’attraversamento del fiume con una passerella di legno o un traghetto, nel punto in cui l’Arno si restringe, la zona del Ponte Vecchio, forse anche per controllare militarmente un punto così strategico che tra l’altro si trova tra l’alto corso dell’Arno, il Valdarno aretino, ed il basso corso che conduce verso Pisa e il mare. Dai reperti trovati sul fondo dell’Arno (lastre di pietra) si può dedurre la grandezza e la tipologia della passerella: era infatti in legno montato su pile di pietra. Dopo l’espansione romana in Etruria e nella pianura padana, l’insediamento del guado probabilmente crebbe, anche perché la via Cassia, per un certo periodo, attraversò l’Arno proprio nell’area fiorentina, forse proprio nella zona dell’attuale Ponte Vecchio. Rettangolare nel piano, era chiusa all’interno di un perimetro di mura lungo 1800 metri. Lo spazio edificato, come tutte le città fondate dai Romani, è caratterizzato da strade diritte che si incrociano perpendicolarmente. Le due strade principali conducono a quattro Porte e convergono in una piazza centrale, il Forum dell’Urbs, oggi Piazza della Repubblica, luogo in seguito destinato alla Curia e al Tempio dedicato alla Triade Capitolina ovvero Giove, Giunone e Minerva.

I ritrovamenti archeologici, molti dei quali emersi nel corso dei lavori che “hanno dato nuova vita” al vecchio centro urbano, hanno permesso di individuare e identificare i resti di importanti lavori pubblici, come i bagni Capitolini, i bagni di Capaccio, il sistema delle acque scure, la pavimentazione delle vie e il Tempio di Iside, in Piazza San Firenze. A quel tempo l’Arno non era all’interno delle mura, c’era un porto fluviale, che rappresentava un’infrastruttura molto importante per la città, dato che nel periodo romano il fiume era navigabile dalla bocca fino alla confluenza con l’Affrico, a monte di Firenze, e il primo ponte nella storia fiorentina è stato costruito vicino all’attuale Ponte Vecchio, intorno al primo secolo a.C.. I primi indizi dell’avvento della religione cristiana raccontano del culto per il decano Lorenzo e per la Santa palestinese, Felicita, così le prime chiese costruite a Firenze furono: San Lorenzo, consacrata nel 393, prima diocesi della città, e Santa Felicita, le cui origini risalgono al quarto e quinto secolo. Tuttavia, i Fiorentini non sembrano avere un vescovo prima del terzo secolo avanzato. Il primo registrato è San Felice che ha partecipato a uno sinodo romano nel 313.

I BIZANTINI E IL PERIODO LOMBARDO

Le invasioni barbariche hanno seriamente messo in difficoltà la città di Firenze. Nel 405, la città è riuscita a fermare le orde di Radagasio, ma successivamente non riuscì a evitare di essere coinvolta nella disastrosa guerra fra Goti e Bizantini. La relativa posizione strategica come testa di ponte sull’Arno e nell’itinerario di comunicazione fra Roma e la Padania spiega perché la città è stata contesa così acutamente fra i Goti e i Bizantini. Nel 541-44 furono costruite nuove mura per la città, sulla struttura di diverse grandi costruzioni romane: il Campidoglio, il serbatoio per l’acqua dei bagni e il teatro. Le mura erano trapezoidali e la modesta grandezza testimonia il declino della città, notevolmente spopolata; c’erano meno di mille abitanti. Intorno alla fine del sesto secolo, quando i Longobardi hanno conquistato l’Italia del Nord e centrale, Firenze è rientrata nei loro domini. Era l’inizio di quello che può essere considerato il periodo più scuro nella storia della città. Tagliata fuori dagli itinerari principali, era sparito il motivo principale della sua esistenza. Per le comunicazioni nord-sud, i Longobardi abbandonarono l’itinerario centrale Bologna-Pistoia-Firenze, perché troppo esposto alle incursioni dei Bizantini, che avevano ancora il controllo della parte orientale dell’Italia, e Lucca fu scelta come capitale del ducato della Toscana per la posizione, che era lungo le strade utilizzate per le comunicazioni interne. Ad ogni modo, durante il periodo della dominazione Longobarda, particolarmente dopo che la regina Teodolinda si convertì alla Chiesa di Roma, furono fondate diverse costruzioni religiose, ivi compreso il Battistero di San Giovanni, anche se naturalmente non nella forma attuale, le cui fondamenta sono ancora visibili nei sotterranei della chiesa.

 

 

IL PERIODO CAROLINGIO

Nel periodo Carolingio, VIII secolo, fu instaurato un sistema feudale e Firenze si trasformò in una contea del Sacro Impero Romano. Le testimonianze parlano di una rinascita della città nel periodo Carolingio: nel IX secolo nacque una scuola pubblica ecclesiastica e il ponte sopra l’Arno, che precedentemente era stato distrutto, venne ricostruito. Alla fine del secolo nuove mura per la città vennero costruite, probabilmente per timore delle invasioni ungheresi. Questo terzo cerchio seguì parzialmente la linea delle vecchie mura romane, allargando a sud per includere i sobborghi che si erano sviluppati con prosperità, mentre a nord, per motivi politici, furono esclusi il Battistero, Santa Reparata, il Palazzo del vescovo e l’adiacente Palazzo Regio dove il rappresentante dell’Imperatore teneva la sua Corte di Giustizia. Verso la fine del decimo secolo, la Contessa Willa, vedova del Marchese della Toscana, che possedeva un intero distretto all’interno delle mura, fondò un’abbazia benedettina, a cui donò anche molti soldi, alla memoria del marito. Questa fu chiamata “Badia Fiorentina”. Il figlio della Contessa Willa, Ugo, contribuì notevolmente allo sviluppo di Firenze e alla decisione di lasciare Lucca. La scelta di Firenze come dimora ne rinforzò, infatti, il carattere amministrativo.

 

PRIMO MEDIOEVO

Intorno alla metà dell’undicesimo secolo la posizione di Firenze in Toscana divenne ancora più importante perché Lucca non era più la sede del marchesato e perché Firenze partecipò attivamente e in modo decisivo al movimento per la riforma della chiesa. La lotta per eliminare l’interferenza secolare negli affari ecclesiastici e l’affermazione dell’indipendenza del papato dall’influenza imperiale aveva come rappresentante principale San Giovanni Gualberto, figlio di un cavaliere fiorentino, che fondò l’ordine di Vallombrosa. Firenze ospitò persino un Concilio nel 1055, sotto il Papa Vittorio II, con la presenza dell’Imperatore Enrico III e la partecipazione di 120 Vescovi. Molte vecchie strutture sono state ricostruite durante la seconda metà dell’XI secolo, tra questi la cattedrale di Santa Reparata, il Battistero e San Lorenzo. Il 6 novembre 1059, il Vescovo Gerardo, che divenne Papa con lo pseudonimo di Nicola II, riconsacrerà l’antica chiesa battesimale della città che era stata ricostruita nell’odierna forma imponente. La costruzione, ottagonale nel piano, con un asse semicircolare su un lato e tre entrate, sembra essere coperta da una cupola ad arco puntato, divisa in otto settori e la parte esterna che non era ancora stata rivestita del fine marmo. Dopo la morte della madre e di suo marito (Goffredo il barbuto), Matilde, figlia della Contessa Beatrice, divenne la sola Contessa della Toscana. Aveva sempre aderito alle idee della riforma e della politica di San Giovanni Gualberto e durante la lotta per le investiture dette il suo supporto al più influente dei riformatori, Ildebrando di Sovana che successivamente divenne Papa Gregorio VII, trovandosi, così, a contrasto aperto con l’imperatore Enrico IV. Dopo l’episodio di Canossa, la vittoria di Enrico IV nel 1081 portò alla deposizione ufficiale della Contessa, abbandonata da tutte le città toscane tranne Firenze.

Questa fedeltà alla deposta Contessa costò alla città un assedio imperiale nel luglio 1082, che fallì. Lo speciale attaccamento di Matilde a Firenze e la conseguente rottura con l’Imperatore condusse alla costruzione, nel 1078, di un sistema più efficiente di difesa e la città è stata fornita di nuove mura, quelle denominate da Dante “la cerchia antica”. Questo quarto cerchio di mura, per la maggior parte seguì le linee delle pareti del periodo carolingio, ma incluse a nord il Battistero, la cattedrale di Santa Reparata e la residenza della Contessa. In questo periodo la città fu divisa nei quartieri che presero i nomi dalle quattro porte principali: Porta San Piero a est, la cosiddetta “Porta del vescovo” a nord, Porta San Pancrazio a ovest e Porta Santa Maria a sud. Come tutte le prime città medioevali, il piano urbanistico dell’XI secolo di Firenze fu caratterizzato non soltanto dal recupero dell’antica struttura urbana (mura e vari resti delle strade), ma da un’omogeneizzazione di base, espresso con una distribuzione casuale di diversi confini, fra cui importanti costruzioni religiose.

 

 Firenze XII secoloFirenze nel XII secolo

IL PERIODO DEI COMUNI

Quando la Contessa Matilde morì nel 1115, il popolo fiorentino aveva già costituito, a tutti gli effetti un Comune. I numerosi privilegi da lei concessi e gli eventi nei quali la Comunità fiorentina aveva svolto un ruolo principale nella lotta contro l’imperatore, avevano indotto la gente a organizzarsi autonomamente e intraprendere l’azione puntando ad indebolire il potere imperiale. Fu quindi inevitabile che nel 1125, alla morte dell’ultimo imperatore della dinastia franconiana, Enrico V, i Fiorentini decisero di attaccare e distruggere Fiesole, la vicina città rivale. Alla fine le due contee furono unite e rimaste entità separate soltanto a livello ecclesiastico, con Fiesole che ha mantenuto la sua diocesi. La prima menzione di un Comune ufficialmente costituito data 1138, quando ad una riunione delle città toscane fu deciso di costituire una lega, per timore che Enrico il fiero, che li aveva precedentemente oppressi, fosse eletto Imperatore. A quel tempo la Comunità aveva dei rappresentanti religiosi e secolari, con tre gruppi sociali dominanti: i nobili, raggruppati in consorterie, i commercianti ed i soldati a cavallo, la base dell’esercito. Anche se i nobili detenevano la maggior parte del potere, nel XII secolo, furono i commercianti i principali autori dello sviluppo della città. L’aumento dei commercianti nella seconda metà del secolo, così come il commercio con i paesi distanti si intensificò e si trasformò in una nuova e molto più ricca fonte di accumulazione di capitale. L’esteso commercio ed l’inseparabile compagno, il credito, furono la base dell’espansione economica e demografica della città.
Questo processo di espansione subì uno stop provvisorio quando Federico Barbarossa avanzò verso il sud dell’Italia. Nel 1185 l’imperatore privò la città del contado e ristabilì il marchesato della Toscana, ma la misura ebbe vita breve. La testimonianza dell’acquisizione di potere di Firenze, nel corso del XII secolo, si trova nell’espansione del territorio urbano. Intorno al cerchio di mura costruite da Matilde si erano formati, in corrispondenza delle Porte, sobborghi popolati. Nel 1172 il Comune decise quindi di allargare le mura della città e incorporare i nu