Il 09 gennaio dell’anno del Signore 2021 si è tenuta a Pistoia l’apertura della Porta Santa in occasione dell’apertura dell’Anno Santo Jacopeo che si tiene in concomitanza con l’Anno Santo Compostellano. Il Vescovo di Pistoia, Sua Eccellenza Fausto Tardelli, ha chiesto alla Santa Sede di poter estendere alla Toscana il giubileo compostellano e tramite la Penitenzieria Apostolica papa Francesco ha concesso di celebrare l’Anno santo anche a Pistoia e di ottenere l’indulgenza plenaria attraversando la Porta Santa della Cattedrale di San Zeno «al termine di un pellegrinaggio, anche soltanto simbolico, per venerare l’Apostolo» ed alle consuete condizioni per l’indulgenza. Nella Cattedrale è conservata sin dal 1144 ad opera del Vescovo Atto una parte del corpo del santo. La ricorrenza dell’Anno Jacopeo accade quando la festa di san Giacomo, che ricorre il 25 luglio, cade di domenica. ll primo anno giubilare giacobeo fu istituito da papa Callisto II nel 1122. Il precedente anno giacobeo è stato nel 2010, quindi quello di quest’anno, 2021 ed il prossimo sarà nel 2027.
Giacomo (Jacopo o Iacopo), figlio di Zebedeo e Salome, fu, insieme al fratello Giovanni, uno dei dodici apostoli; comunemente detto il Maggiore per distinguerlo da Giacomo di Alfeo, detto il Minore. Pescatore, si trovava sulla riva del mare di Galilea quando rispose alla chiamata di Gesù che “Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono” (Marco 1,19-20).

San Giacomo predicò il Vangelo in Giudea e Samaria per poi spostarsi fino in Spagna. Una volta ritornato in Gerusalemme, nel 42 d.c..fu il primo apostolo a subire il martirio di spada, per volere di Erode Agrippa. Il suo corpo, traslato in Spagna sarà ritrovato molti secoli dopo in una remota località della Galiza, grazie alla miracolosa indicazione di una stella.

Da quel momento, il posto, chiamato Campus Stellae divenne con il nome di Santiago de Compostella (in ricordo di San Giacomo, Jago in spagnolo) luogo di pellegrinaggio di numerosi fedeli giunti da ogni parte del mondo.

Nell’iconografia artistica è comunemente rappresentato con gli attributi tipici del pellegrino, quali il bastone, la zucca, il largo cappello, la bisaccia e la conchiglia, con precisione una capesanta, la valva simbolo del pellegrinaggio a Compostella. La festa ricorre il 25 luglio, giorno di celebrazione liturgica nelle città che lo hanno scelto come patrono, tra le quali Pisa, Pesaro, Pistoia, Compostela, Spagna, Portogallo, Guatemala. San Giacomo è protettore di pellegrini, viandanti, cavalieri e soldati.

Parte Guelfa con i propri Cavalieri e Dame ha avuto l’onore ed il privilegio di accompagnare Sua Eccellenza il Vescovo con un nutrito seguito di Canonici, Ecclesiastici, Diaconi ed Accoliti nel percorso che unisce il Battistero alla Cattedrale di San Zeno, formando un corridoio di sicurezza al loro passaggio, proteggendoli ed accompagnandoli alla apertura della Porta Santa che è avvenuta alla presenza di numerosi pellegrini ed autorità civili, militari e religiose.

Alla cerimonia di apertura è seguita la celebrazione della Santa Messa all’interno della Cattedrale officiata dal Vescovo Tardelli, che ha ricordato il Santo e la dura prova alla quale ci ha chiamato l’attuale emergenza sanitaria ricordandoci che tutti siamo Fratelli, proprio come ricordato nella ultima Enciclica del Santo Padre.

Parte Guelfa, durante tutta la celebrazione della Santa Eucarestia ha prestato servizio d’Onore alla Porta Santa ed all’interno della Cattedrale.

 

Autore

Gabriele Vaccaro