Domenica 14 settembre il Console di Parte Guelfa Luciano Artusi e la consorella Elena Petrioli, guida turistica fiorentina, hanno accompagnato il nostro gruppo alla scoperta della piccola porzione del quartiere medievale sopravvissuto alle demolizioni ottocentesche, avvenute nel periodo del cosiddetto “Risanamento” del centro storico. Dal 1865, infatti, con lo spostamento della capitale da Torino a Firenze – e anche negli anni successivi – diverse zone della città subirono profonde trasformazioni e molti edifici antichi furono demoliti per lasciare spazio ai nuovi imponenti palazzi che ancora oggi vediamo, ad esempio, nel tratto compreso tra Via Calzaiuoli e Piazza della Repubblica o da Via Roma a Calimala. La storica sede di Parte Guelfa si trova proprio nel palazzo costruito nel 1267 per i capitani della magistratura nata per difendere Firenze dal ritorno dei ghibellini, ampliato nel corso del Trecento e del Quattrocento, quando venne realizzato il grande salone Brunelleschi, nel quale hanno luogo le investiture dei nuovi cavalieri e delle dame di Parte Guelfa.
Tutto intorno si snodano una serie di vicoli e chiassi, stradine dall’aspetto pittoresco che custodiscono le tracce di un passato lontano e ci regalano aneddoti curiosi. Passando per il Chiasso delle Misure si scopre così che un tempo qui esisteva un ufficio con i prototipi di tutte le unità di misura (dal braccio al moggio ecc) e nascosto dietro un’arcata ormai murata da tempo, vediamo ancora uno dei tanti pozzi pubblici dove i fiorentini si recavano per attingere l’acqua. Poco più avanti si trova il Chiasso Cornino, sul cui nome si sono fatte le più svariate ipotesi e l’antico giardino della famiglia Borgherini (poi passato ai Rosselli del Turco) oggi sede di una galleria d’arte contemporanea, dove svetta un grande albero di banano. E che dire della graziosa piazzetta di fronte alla chiesa dei Santi Apostoli, denominata Piazza del Limbo, in ricordo dei resti di bambini non battezzati ritrovati sotto la sua pavimentazione? Il nostro giro non poteva che finire davanti alle torri delle famiglie degli Amidei e dei Buondelmonti, miracolosamente sopravvissute alle esplosioni delle mine tedesche nel 1944 e che ci ricordano come dal rifiuto di Buondelmonte dei Buondelmonti di sposare una fanciulla degli Amidei ebbero inizio le lotte tra Guelfi e Ghibellini a Firenze. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato a questa passerella, in particolare a chi è venuto da fuori regione per incontrare il nostro amatissimo console.

Autori
Manuela Sacchetti ed Elena Petrioli

