Da oggi inizio la mia vita da cavaliere. Sono stato nominato Cavaliere Onorario, accanto a persone di grande valore. È stata una sorpresa vera, potente. E sì, ne sono veramente orgoglioso. In un mio precedente articolo avevo parlato al cuore dei miei nuovi confratelli. Credo che sia stato proprio questo a fare la differenza. E cosi, Il 28 febbraio sono stato invitato alla storica Festa delle Insegne nella Rettoria di San Carlo dei Lombardi, nel cuore di Firenze. Un luogo straordinario, pieno di bellezza e di significato. È stato un momento intenso, autentico, emozionante. E oggi sono qui a raccontarvelo.

Parte Guelfa ha offerto un’accoglienza degna della tradizione fiorentina. Appena sono arrivato alla Rettoria di San Carlo dei Lombardi ho sentito subito il profumo dell’accoglienza fiorentina. Marco Crisci, Capitano Geniere, che avevo intervistato per il mio FRAday di dicembre, mi ha accolto con grande calore… e con una montagna di Berlingozzi! Il berlingozzo, per chi non lo sa, è un dolce tipico di Firenze e rappresenta un gesto di benvenuto: tradizione, storia, convivialità. Che dire? Erano duri come la pietra, ma buonissimi. Mi sono piaciuti così tanto che ho provato a cercarli in qualche pasticceria per portarli a Roma. Purtroppo non li ho trovati da nessuna parte. Poi mi sono immerso nella chiesa trecentesca, nel cuore della città, oggi sede spirituale della Parte Guelfa. Qui la tradizione continua con riti, investiture, musica e celebrazioni che custodiscono l’identità civica e la memoria storica. La musica sacra rendeva l’atmosfera solenne. Davanti a me c’erano due opere straordinarie: il Compianto sul Cristo morto di Niccolò di Pietro Gerini e il Crocifisso ligneo attribuito a Andrea Orcagna, di una forza espressiva impressionante. C’era tutto: atmosfera, storia, energia. Si trattava del contesto perfetto per un’investitura da cavaliere. Marzocco! Marzocco! Marzocco!

Tra tutte le attività della giornata, quella che mi ha colpito di più è stato il corteo dei cavalieri ordinari della Parte Guelfa. L’ho vissuto in prima persona, camminando insieme a loro in due luoghi tra i più iconici al mondo. Il corteo dei confratelli e delle consorelle di Parte Guelfa ha sfilato davanti alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore, sotto la cupola progettata da Filippo Brunelleschi. Poi siamo arrivati in Piazza della Signoria, davanti a Palazzo Vecchio e alla Loggia dei Lanzi, mentre i turisti si fermavano a guardarci con curiosità. I cavalieri sfilavano in abito solenne, col mantello verde bruno, accompagnati da tamburi e chiarine. Il ritmo dei tamburi scandiva il passo e dava al corteo una solennità che faceva davvero sentire il peso della storia. Più volte si sono fermati per rimettersi in fila, guidati dal maestro cerimoniere, il vero regista della sfilata. E ogni volta gridavano insieme: Marzocco! Marzocco! Marzocco! È il grido dei cavalieri della Parte Guelfa. Il Marzocco, il leone simbolo di Firenze, rappresenta forza, coraggio e difesa della città. Ripeterlo tre volte crea energia, unisce i confratelli e richiama la storia e l’orgoglio civico fiorentino. E posso dirlo con certezza: in quel corteo si sentiva davvero tanta forza.

Il momento più emozionante della giornata è stato quando sono stato nominato cavaliere onorario durante la premiazione dei confratelli e delle consorelle onorarie della Parte Guelfa. In quell’istante ho sentito tutta l’energia della confraternita mentre mi veniva conferito il titolo, un riconoscimento solitamente riservato a chi valorizza la storia e la cultura di Firenze e che dimostra virtù civiche ed etiche. Essere premiato accanto a medici, artigiani e persone riconosciute per il loro contributo alla società mi ha colpito profondamente. Le parole di Marco Crisci mi hanno aiutato a capire il senso di quella premiazione e, al tempo stesso, il valore della mia attività di comunicatore:

“Francesco è riuscito a cogliere la sostanza della missione della Parte Guelfa, che va oltre le celebrazioni e il nostro abito cerimoniale. Con delicatezza e sensibilità ha colto più di altri cosa significhi davvero la nostra missione”. In quel momento ho capito che aveva descritto esattamente ciò che cerco di fare come “Experience Teller“: entrare nel vissuto delle persone e delle organizzazioni, percepire le emozioni autentiche e raccontarle con rispetto e verità. È stata un’esperienza davvero intensa, di quelle che restano per sempre nella memoria personale. Sento un legame speciale con questa confraternita per due motivi molto chiari: il mio amore per l’ambiente e le mie radici paterne toscane. L’Arciconfraternita di Parte Guelfa richiama persone da tutto il mondo, non solo dalla Toscana. Alla cerimonia ho incontrato confratelli arrivati da lontano; tra loro c’era anche un confratello asiatico. In quel momento ho capito con chiarezza che questa tradizione parla davvero a tutti. Nei simboli, nell’atmosfera e nel richiamo cavalleresco c’è qualcosa che unisce culture diverse.

A un certo punto Giuseppe Garbarino, Segretario di Credenza, mi ha detto: “Il prossimo passo per te è diventare ordinario, ci serve qualcuno a Roma”. In quell’istante ho sentito il peso e il valore di quella proposta. Non era solo un ruolo. Era una responsabilità, quasi una missione. Oggi voglio raccontarvi quella giornata indimenticabile attraverso le immagini più suggestive che troverete condivise sui miei canali social: LinkedIn, Facebook e Instagram. Cor unum et anima una!

 

 

Autore

Francesco Fontana Giusti

articolo originale