I dragoni di Parte Guelfa hanno svolto una missione di monitoraggio fin sulla Vetta della Contemplazione a guardia dell’Eremo di Montesenario nella frazione di Bivigliano in provincia di Firenze lo scorso sabato 18 Ottobre 2025. Vi sono luoghi, amati dal silenzio e cullati dalla storia, che non chiedono solo ammirazione, ma cura devota e vigilanza incessante. La sacra collina di Montesenario, dove nel 1234 sette nobili fiorentini fondarono, nel ritiro e nella penitenza, l’Ordine dei Servi di Maria, è uno di questi. Ed è qui, tra il fitto abbraccio degli abeti che da secoli vegliano sull’Eremo, che si è consumato un gesto di profonda, moderna pietà: il pattugliamento ambientale del 18 ottobre 2025.
Cavalieri non in armatura, ma uomini mossi da un’etica incalzante: Marco Crisci, Gabriele Vaccaro, Roberto Francioli Franchi, Lorenzo Salvi e Giulio Alari. Cinque nomi che compongono un’unità dello Squadrone Dragoni del Reggimento San Francesco, un’associazione il cui appellativo evoca la forza della custodia – il drago, simbolo araldico di vigilanza e fedeltà – posta al servizio della natura, come l’ordine francescano è al servizio del Creato. Dalle 15:30 alle 17:00, l’andatura dei Dragoni ha solcato il sentiero, in una marcia che la traccia GPS passo dopo passo. Ma dietro la tecnica, c’è l’anima di un servizio: percorrere il sacro bosco, non come turisti distratti, ma come sentinelle consapevoli. Il loro rapporto di servizio ha dipinto un quadro confortante: la maggior parte del parco è stata trovata in uno stato di grazia, frequentata da anime che cercano pace, siano esse pellegrini oranti o escursionisti, a piedi o in mountain bike, in cerca di bellezza. Il loro passaggio è un sussurro, non una ferita.
Eppure, persino in questi recessi di perfezione, il caso e la forza della natura lasciano il segno. La sola, seppur significativa, nota di biasimo ambientale è stata la presenza di due grandi alberi, probabilmente abbattuti da folgori, che ostruivano il cammino. Un blocco fisico, prontamente segnalato tramite i moderni strumenti (l’app), affinché l’ostacolo venga rimosso e il sentiero della contemplazione possa tornare libero. Ma è nel preludio di questa missione che si è compiuto il gesto più alto. Prima di inoltrarsi nel bosco, la pattuglia ha onorato il luogo sacro, presentandosi ai Frati del Convento per notificare la propria opera. E i Servi di Maria, custodi di una tradizione millenaria, hanno risposto con la più preziosa delle ricompense: “interesse e la loro benedizione”. In quest’incontro tra l’antico Eremo e la moderna pattuglia ecologista si rinsalda una verità essenziale: la tutela del paesaggio non è solo un dovere civico, ma un atto di profonda spiritualità. È l’armonia tra l’uomo che cammina, il bosco che respira e l’anima che cerca. E in quel breve, intenso pomeriggio autunnale, i Dragoni di San Francesco sono stati i silenziosi, efficaci custodi di tale armonia.

Autore
Roberto Francioli Franchi



